Tempi supplementari di Otello Marcacci: viaggio lungo quarantacinque anni di storia italiana

Sartre disse che il calcio è una metafora della vita.

E in Tempi supplementari, l’ultimo libro di Otello Marcacci, per Ensemble Edizioni, il gioco più amato al mondo diventa un contenitore, un pretesto per raccontare l’esistenza, in alcuni dei suoi aspetti più particolari.

Merito di una storia avvincente, divertente, ma soprattutto intelligente, che, grazie ad una narrazione articolata su più piani temporali, segue la vita di Giacomo e dei suoi amici dall’estate del 1975 ad oggi.

Tutto ha inizio con la malattia di Paolo Pancaldi e con la sua voglia di riscatto per quella partita persa ormai quarantacinque anni fa.

«Ecco cosa puoi fare per me».
«Dimmi».
«Puoi rigiocare ancora quella partita e vendicarci una volta per tutte».
Sapevo bene a cosa si riferisse, ma non intendevo assecondarlo perchè immaginai fosse solo un modo di sfogare la sua fru- strazione.
«Oh, hai capito cosa ti ho detto?»
«Sì, ma non mi pare proprio il caso».
«Ma sei stronzo o cosa?»
«Senti, è stato tanti anni fa. Abbiamo già chiesto la rivincita. Te lo ricordi che s’è perso pure quella? Direi che basta». «È stata tutta colpa tua, lo sai bene».
«Ancora. E dai, su».
«Non fare il cacasotto. Me lo devi».

Quella che si era giocata, però, non era una semplice partita di calcio, con in campo i bambini di due diverse colonie estive, ma lo scontro tra due modi diversi di intendere la vita: se da un lato la Stella Maris rappresentava la faccia più inclusiva, avendo accolto al suo interno ebrei e omosessuali, il Cottolengo era il ritratto intransigente della cultura cattolica più reazionaria.

Da quello scontro calcistico si snodano le vicende di quei ragazzi, che nel loro percorso per diventare uomini evidenziano i grandi cambiamenti della nostra società, sopraggiunti in questi quattro decenni e mezzo di storia.

Come detto, il calcio diventa contenitore, per raccogliere non solo temi legati all’evoluzione sociale, ma anche per affrontare riflessioni filosofiche sulla vita: ecco quindi la contrapposizione tra l’eterno e l’effimero, con la dicotomia se si debba inseguire quel che è per un giorno, o ciò che resiste grazie all’inesorabile scorrere del tempo.

Tempi supplementari è un viaggio intrigante e appassionante, da affrontare comodamente seduti sulla propria poltrona, seguendo le vicende di un gruppo di ragazzi, e i cambiamenti di un intero paese.