“Delitti senza castigo” di Loriano Macchiavelli: il ritorno in libreria di Sarti Antonio, sergente

Il panorama letterario moderno è ricco di personaggi gialli dalla lunga carriera, ma c’è un investigatore che ha già battuto ogni record di longevità, non solo nel nostro paese, e che a luglio celebrerà un altro importante traguardo: si tratta di Sarti Antonio, sergente, personaggio nato dalla penna e dalla fantasia di uno dei padri fondatori del noir italiano, Loriano Macchiavelli, che tra poche settimane festeggerà quarantacinque anni dalla sua prima apparizione, avvenuta ne “Le piste dell’attentato”, pubblicato nel luglio del 1974 come quarto volume della collana “Gialli italiani – Calibro novanta” curata dalla Campironi Editore.

E proprio in occasione di questo importante anniversario di Sarti Antonio, esce nelle librerie il nuovo romanzo di Loriano Macchiavelli, dal titolo “Delitti senza castigo”, per Einaudi Editore.

Un libro, la cui storia affonda le radici molti anni fa: la prima stesura, infatti, si fermò il 4 ottobre del 1998, quando Macchiavelli, già impegnato nella scrittura a quattro mani con Francesco Guccini dei romanzi che vedevano come protagonista Benedetto Santovito, decise di riporre la sua opera in un cassetto, magari per riprenderla in mano più avanti, in attesa di scriverne gli ultimi atti.

Da quel giorno sono trascorsi ben vent’anni, prima che Macchiavelli decidesse di rileggere il romanzo e di terminarlo con un finale che lo soddisfacesse, così da poterlo finalmente consegnare ai propri lettori.

Il risultato è un libro estremamente affascinante, dove gli storici personaggi, che hanno accompagnato Sarti Antonio in questi quarantacinque anni, si muovono e danno vita ad una storia ambientata nella prima metà degli anni ‘90, sempre in quel di Bologna: ecco dunque ritrovare il talpone Rosas, il fido Felice Cantoni alla guida dell’auto 28, il “èverocomesidice” ispettore capo Raimondi Cesare, o Poli Ugo, detto lo Zoppo, già co-protagonista insieme a Sarti del romanzo “L’archivista”, del 1981.

A questi se ne aggiungono di nuovi, come Elena, l’affascinante signora sui trentacinque dai modi gentili, o suo marito Roberto Bastiani, cavaliere del lavoro e importante imprenditore delle acque minerali.

La storia inizia con un’incredibile serie di crimini, che macchiano Bologna in lungo e in largo, e fanno correre Sarti Antonio da una parte all’altra della città, fino a quando il sergente non deve fare i conti con l’aggressione a Settepaltò, romantico personaggio già apprezzato ne “I sotterranei di Bologna”, chiamato così perché indossa appunto sette cappotti uno sopra l’altro per cercare di schermare le radiazioni presenti nell’aria.

Chi può voler del male ad un povero vecchio che raccoglie i cartoni in giro per la città per guadagnare qualche spicciolo, senza far del male a nessuno?

È questa la domanda che assilla la mente di Sarti Antonio, e che lo porta a ripercorre a ritroso, tutti gli spostamenti compiuti da Settepaltò negli ultimi giorni prima dell’aggressione: ma sul cammino del sergente si materializzano subito altri crimini efferati, come il doppio omicidio di due ragazzi sotto i portici, e ambigui personaggi, proprio come la signora Elena, proprietaria di villa Rosantico.

Delitti senza castigo” è l’ennesimo pregevole romanzo di Loriano Macchiavelli, che come al solito non delude il lettore, ma, anzi, gli regala un nuovo imperdibile appuntamento con i luoghi e i personaggi ai quali, dopo più di quattro decenni, si è affezionato: un capitolo, da non perdere, della storia di Sarti Antonio, e di Bologna, nel quale ritrovare citazioni di un’Italia che ormai non c’è più, e che l’autore, nella recente revisione prima della pubblicazione, ha sapientemente evidenziato con piccoli commenti e riflessioni postume.

Un libro, dunque, da aggiungere alla già vasta produzione di Loriano Macchiavelli, sperando non sia l’ultima occasione per leggere nuove storie di Sarti Antonio, sergente.

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