“Le sfide dei campioni – Emozionanti imprese tra i grandi dello sport” di Federico Vergari

Ci sono tanti modi per raccontare uno sport: si può partire dal descriverne le regole, spiegarne le finalità, elencarne le discipline con tutte le varianti scaturite negli anni. Ma, forse, il migliore è narrare le gesta di chi quello sport l’ha reso grande, attraverso le proprie imprese, le proprie azioni, le proprie sfide.

Ed è proprio dal concetto di sfida che Federico Vergari, giornalista e già autore nel 2008 di “Politicomics – raccontare e fare politica attraverso i fumetti”, torna in libreria, ancora una volta per Tunué, con il libro “Le sfide dei campioni – Emozionanti imprese tra i grande dello sport”, una raccolta di quindici racconti a tema sportivo, dove scoprire, o riscoprire, personaggi ed eventi che hanno fatto grandi quindici diverse discipline.

Non una semplice raccolta di cronache di quanto accaduto in una determinata manifestazione, o tra due specifici atleti, ma un percorso attraverso luoghi e tempi differenti, e spesso così lontani da chi legge, tanto da non averli neanche vissuti, alla scoperta di donne, uomini e sfide, che hanno fatto grande lo sport e l’Italia.

Sì, perché in ogni storia c’è un’istantanea del momento storico nel quale quell’evento ha avuto vita: un viaggio nel viaggio, all’interno del quale Vergari ci riporta al primo concerto italiano dei Beatles, agli anni di piombo con la morte di Aldo Moro e Peppino Impastato, alle torride estati di metà anni ’90, con le pale dei ventilatori a far da colonna sonora all’afa. Ritratti di un’Italia che non c’è più, fatta di tram e quotidiano da cento lire in tutto. Nostalgia e malinconia, che si mescolano in chi quegli anni li ha vissuti e li sente così tremendamente lontani, e in chi quei decenni avrebbe voluto viverli appieno e invece li ha sfiorati appena. Storie e Storia, quella con la esse maiuscola, che si incontrano e si fondono, e avviluppano il lettore fin dalle prime righe.

Raccontare attraverso lo sport dei contesti sociali precisi è uno degli scopi del libro, ci racconta l’autore, calarsi in delle atmosfere passate, immaginarsi, non avendo potuti viverli, come sarebbe stato essere presente all’incontro di boxe del secolo o alla tappa del Giro d’Italia il giorno della morte di Moro e di Impastato. Ovviamente lo sport è al centro, è il linguaggio, ma anche l’oggetto.

Un viaggio a ritroso, quello di “Le sfide dei campioni – Emozionanti imprese tra i grandi dello sport”, che ha inizio lo scorso anno, durante una delle manifestazioni editoriali più importanti d’Italia.

Nel 2018 ho gestito i contenuti editoriali del “Bar Sport” di Tempo di Libri, un mio progetto per la Fiera del Libro di Milano dedicato alla narrazione sportiva. In quei giorni ho avuto modo di parlare parecchio di questo filone letterario con i ragazzi della Tunué, ed è in quel contesto che è nato il libro, da quel momento di incontro e confronto, che fortunatamente ha riscosso parecchio successo.

Quindici storie, dunque, come quindici perle di una collana, finemente tenuta assieme dalle simpatiche apparizioni di Simone, bambino milanese alle prese con l’approccio alla vita, e di suo padre, che prova a dare una spiegazione ai suoi dubbi attraverso metafore sportive. E così il loro intervento tra un capitolo e un altro, sempre misurato e a tema, detta il ritmo al cambio di storia, al mutare della scena, come un sipario che dolcemente si apre e si chiude. Nelle domande e negli spunti di Simone, si può ritrovare sé stessi, con qualche anno di meno, e si possono ritrovare i propri figli o i propri nipoti.

Così come, all’interno di ogni storia, si ritrova tanto di Federico Vergari, che sa mettere qualcosa di sé dentro tutte le varie narrazioni: non una ricerca enciclopedica di fatti ed eventi, quindi, ma una distillazione lenta e preziosa di ricordi e di emozioni.

Ho un dono, o una condanna, ci racconta, mi ricordo tutto. Ho un’ottima memoria storica. Se mi chiedi di imparare una poesia a memoria probabilmente non ci riuscirò, ma se devo ricordarmi cosa ho mangiato tre natali fa a pranzo, come si chiamava il cane del mio vicino quando avevo undici anni, o chi ha vinto Sanremo nel 1996 lo so. Non si è trattato, quindi, di aprire dei cassetti polverosi della memoria, ma di utilizzare cose che avevo vissuto e interpretato a suo tempo, per raccontare qualcosa.

Un tratto ben distinguibile quello che sa dare l’autore, con il quale ogni storia assume una connotazione particolare, unica: raccontare Benvenuti e Mazzinghi e sentire il vociare di San Siro, la tensione in platea, l’agonismo sul ring; narrare di Moser e Saronni e vedere apparire davanti ai propri occhi le prime immagine cromatiche del Giro, che colorano i piccoli schermi in quattro terzi dei televisori di un tempo; rievocare l’impresa di Di Donna contro Yifu, e percepire il rumore sordo della pistola ad aria compressa, che si mescola con la torrida atmosfera delle sere d’estate e il sapore di limone del thè freddo. Una storia dopo l’altra, con la sensazione che quella appena letta possa essere la preferita, per poi mettere tutto di nuovo in discussione al termine della successiva.

Io stesso ho due storie alle quali mi sento più legato: una è sicuramente quella sulla pallavolo, la finale dei mondiali del 1990, quando l’Italia prevalse su Cuba dopo un’interminabile sequenza di cambi palla (all’epoca c’era ancora il vecchio regolamento). E poi la storia finale. L’intervista doppia ad Andrea Giarretti e Filippo Carossino, le due stelle del basket in carrozzina. Hanno oltre dieci anni meno di me, ma mi hanno insegnato davvero tanto. Almeno una volta al giorno penso alla chiacchierata che ho avuto con loro.

Le sfide dei campioni – Emozionanti imprese tra i grandi dello sport” è un libro che ogni appassionato di sport, qualunque esso sia, non può non leggere. E rileggere. Per tornare su quel passo, su quella vicenda, su quella storia che più l’ha colpito. Perché in ognuna delle quindici storie c’è qualcosa che appassiona, al punto tale da alzare gli occhi dalla pagina e trovarsi, magicamente, a sognare. Di essere a cavallo di una moto su una pista dall’asfalto bollente, o protetti in una divisa da scherma a danzare sulla pedana con il fioretto in mano, alla ricerca del colpo decisivo.

Spero che piaccia a più persone possibili, naturalmente. Questo libro nella mia testa è per chi sogna e non si accontenta. Per chi ha la pazienza di ascoltare e la voglia di fare. Nello sport si vince e si perde. Capita e capiterà sempre. Senza drammi. Ecco, il “mio” lettore ideale è quello che, quando perde, si scosta la polvere di dosso e ci riprova. È forse questa la vera sfida dei campioni. Riprovarci quando nessuno te lo chiederebbe.

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