“È facile diventare un po’ più vegano” di Silvia Goggi

Torna in libreria Silvia Goggi, con il suo secondo libro È facile diventare un po’ più vegano, per Rizzoli Editore.

A otto mesi da La mia famiglia mangia green, del quale vi avevamo già scritto lo scorso maggio, il medico chirurgo, con specializzazione con lode in Scienza dell’Alimentazione presso l’Università degli studi di Milano, riprende la tematica trattata nel primo libro, e ci porta ancora più dentro all’universo vegan.

Sì, perché È facile diventare un po’ più vegano è un vero e proprio viaggio alla scoperta dei moltissimi aspetti che compongono la vita di una persona che decide di cambiare le proprie abitudini alimentari, abbandonando qualsiasi tipo di derivato di natura animale, per nutrirsi solo ed esclusivamente di prodotti vegetali.

Non si tratta, però di una guida teorica, tutt’altro: È facile diventare un po’ più vegano è un manuale pratico su come affrontare quotidianamente una vita vegana, dal fare la propria spesa alimentare, ad organizzare in maniera efficace la realizzazione dei propri pasti. La chiave è la semplicità: quella con la quale viene spiegato ogni concetto, perché chiunque possa davvero capire ogni singolo aspetto della tematica green, e quella con la quale viene vissuta la giornata di un vegano. A volte, infatti, a causa della poca conoscenza del veg si rischia di incappare in luoghi comuni, come quello che per essere vegani si debba cucinare come uno chef tre stelle Michelin, o che chi si alimenta esclusivamente di prodotti vegetali abbia  pericolose carenze di nutrienti.

Ecco, quindi, che ogni capitolo si intitola “È facile diventare vegano se sai…”, perché alla base della filosofia portata avanti dalla Dottoressa Goggi, c’è il concetto della consapevolezza: se si comprendono davvero i benefici di una alimentazione green, sarà più facile condurla, e resistere alle critiche e alle tentazioni che un vegano è spesso costretto ad affrontare.

Il valore di un’alimentazione vegana, poi, si riflette direttamente non solo sul benessere benessere psicofisico di chi la pratica, ma anche degli animali, concetto per il quale molti abbandonano l’essere onnivoro, fino a influenzare positivamente sull’ambiente che viviamo: quello che mettiano nel piatto in Italia può creare (o evitare, nel caso del green) una catastrofe climatica dall’altra parte del pianeta. Ed è estremamente attuale, visto quanto è recentemente accaduto in Australia.

Il libro si conclude con un’interessante sezione dedicata al non rendersi antipatici quando si decide di diventare vegani: questo è forse il rischio extra alimentare più grande, che può essere controproducente verso una sana sensibilizzazione al green. Il consiglio, come sempre, è vivere la propria scelta con semplicità, ma soprattutto positività.
Perché un vegano si possa riconoscere da lontano dal benessere che ha dentro, e non dal desiderio che ha di cambiare le abitudini alimentari del prossimo.

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