Graphic novel: “La vita con Mr. Dangerous” di Paul Hornscheimer

Toglierei l’amicizia al settanta percento di quelli su Facebook, ma in fondo non voglio vedere ridotto il mio impero…

Questo verso è tratto da una canzone dei Cani, gruppo indie pop romano, che da qualche anno canta per la generazione che potremmo definire del “mai ‘na gioia”.  Molto di questa generazione lo ritroviamo anche in La vita con Mr Dangerous scritto e disegnato da Paul Hornscheimer, edito da Tunué.

Viviamo tempi in cui succedono cose strane, e tra queste succede anche che la generazione che ha tra i 25 e i 35 anni fatichi a trovare un posto nel mondo. Spesso, poi, accade la cosa più ovvia: ci si accontenta, si smette di rischiare, di sognare, di pretendere, e pian piano, banalmente e forse crudelmente, si smette anche di vivere. Quella che ci passa sotto il naso non è altro che un’esistenza portata avanti dalla forza di inerzia e non di certo dalla forza di volontà.

Amy è una ragazza che sta per compiere ventisei anni e sembra racchiudere in sé stessa tutti i difetti che una ragazza della sua età può avere: se c’è un chilo di troppo, lei sicuramente ce l’ha nel posto sbagliato; se c’è un ragazzo carino questo di sicuro ronza intorno alla sua amica; se c’è un vestito che le piace, la sua taglia deve essere ordinata.
Amy vive la sua vita trascinandosi dal letto a un lavoro che odia e che non le dà alcuna prospettiva. Passa con poca convinzione attraverso una serie di relazioni fugaci o stanche, che definire deludenti è quasi un complimento!

Amy ricorda nelle fattezze e nei difetti la Tora Birch di American Beauty, che a sua volta sul grande schermo ha interpretato anche Enid, una delle protagoniste di Ghost World, un film che prima di divenire tale è stato un fumetto generazionale e che in un certo senso pensiamo che possa aver ispirato, nel clima e nelle sensazioni il lavoro di Hornscheimer.

L’unico momento in cui Amy si lascia andare a un impeto di vitalità è davanti alla tv quando fa binge watching, neologismo per definire chi guarda senza sosta serie tv, di Mr. Dangerous, una serie a cartoni animati che la cattura e la tiene attaccata allo schermo serate intere. Spesso i protagonisti del cartone animato entrano a far parte dei suoi pensieri anche durante la vita di tutti i giorni.
La passione per le puntate di Mr. Dangerous è condivisa con Michael, l’amico di una vita, e che per lei è da sempre qualcosa in più. Ed ecco proporsi anche qui un classico conflitto interiore del mai una gioia: parlare e rischiare di perdere un amico o amare nell’ombra, facendosi da parte?

 

Ovviamente non vi diciamo cosa accadrà, non vi vogliamo mica così male! Soprattutto perché pensiamo che Mr. Dangerous sia una lettura che vale davvero la pena di affrontare.

Le tavole sono regolari e i colori spesso proposti in tonalità sgargianti stridono con la piattezza e il grigiore dentro cui la protagonista sguazza e in cui sembra pienamente a suo agio. Le mancherebbe solo un gatto, direte voi a questo punto! E invece, no. Il gatto c’è, si chiama Mr. Morritz, e spesso sembra essere l’unico essere vivente con cui Amy ha piacere di interagire.

Ecco uno dei tanti momenti in cui Amy, si lascia andare a un flusso di coscienza, anzi a uno sfogo sulla una sua giornata, in fondo molto simile a tutta la sua attuale vita:

Sentivo la pelle appiccicosa e sudata, anche se fuori si era messo a fare un freddo cane (e quindi, giacca scordata a casa, ovvio). Non so se sono davvero attacchi di panico, ma mi sentivo il cuore lì lì per esplodere e più mi sforzavo di calmarmi, peggio era…  era come se tutti quelli seduti vicino a me dovessero rompermi il cazzo in qualche modo, cioè, nessuno mi ha fatto nulla ovviamente…

Può un cartone animato essere l’unica cosa bella di una vita vissuta al di sotto di ogni aspettativa, anche della più mediocre? La vita con Mr. Dangerous ci mette davanti a un facile schema mentale che almeno una volta sarà capitato a tutti nella vita: lunedì mattina, pioggia e freddo fuori casa con una giornata infinita piena di appuntamenti in giro per la città davanti a noi. Il momento in cui prima di uscire vi immaginate di tornare a casa, mettervi il pigiama e infilarvi nel letto per vedere la televisione: l’avete presente? Ecco è quella la sensazione che vive Amy ogni giorno ed è quella la protezione che cerca in una serie TV che non rappresenta tangibilmente nulla, ma in un equilibrio fatto di crisi di panico e bassi profili può essere davvero tutto.

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