I 100 migliori libri del 21° secolo secondo The Guardian

Possiamo affermare fin da subito che le classifiche per i libri migliori di un dato momento storico, o di un singolo genere, lasciano sempre il tempo che trovano. Questo perché è difficile, se non impossibile, fotografare in una graduatoria la grandezza assoluta di un’opera.

Eppure oltre Manica non la pensano così, e il The Guardian, già noto per essersi lanciato in altre azzardate classifiche, ha recentemente pubblicato “The 100 best books of the 21th Century”, ovvero i cento migliori libri del ventunesimo secolo.

Wolf Hall di Hilary Mantel al 1° posto della classifica

E a primeggiare ci sono tre donne: come miglior libro, infatti, è stato scelto Wolf Hall della scrittrice britannica (sarà un caso?) Hilary Mantel, edita in Italia da Fazi, e pluripremiata al Booker Prize; al secondo posto un’altra scrittrice anglofona, la statunitense Marilynne Robinson con Gilead, pubblicato in Italia da Einaudi nel 2008; terza piazza per la bielorussa Svjatlana Aleksievič, premio Nobel per la letteratura nel 2015, che agguanta la medaglia di bronzo con Tempo di seconda mano.

Ai piedi del podio si piazzano Non lasciarmi dello scrittore giapponese Kazuo Ishiguro e Austerlitz del tedesco W.G. Sebald.

 

C’è spazio anche per i libri italiani, che riescono ad entrare in classifica con due titoli: all’undicesimo posto L’amica geniale di Elena Ferrante, che riesce a mettersi alle spalle un gigante della letteratura mondiale come Philip Roth, dodicesimo con The Plot against America, mentre al sessantaseiesimo posto Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli.

Posizioni non certo di primo piano per la poesia, relegata al ventottesimo posto con Rapture di Carl Ann Duffy e addirittura al quarantaseiesimo posto con Human Chain di Seasum Heaney.

Anche altri autori di tutto rispetto hanno trovato posto soltanto nelle posizioni di rincalzo: è il caso di un altro premio Nobel per la letteratura, Alice Munro, ventisettesima con Nemico, amico, amante…, di Michael Chabon, premio Pulitzer per la narrativa nel 2001, cinquantasettesimo con Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay, e di John le Carrè, solo sessantottesimo con Il giardiniere tenace.

Chiude la classifica Nora Ephron, regista e produttrice cinematografica statunitense scomparsa nel 2012, con Il collo mi fa impazzire, pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 2007.

 

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