“Una semplice rivoluzione – Lavoro, ozio, creatività: nuove rotte per una società smarrita” di Domenico De Masi

L’autore di cui parliamo oggi ama il Brasile, tanto da avere la cittadinanza onoraria a Rio de Janeiro, ama il bello, l’architettura, l’arte, fa il sociologo del lavoro, insegna all’università circondandosi di studenti e ragazzi e ha creato una delle teorie sociologiche più belle unendo creatività e dinamiche lavorative: si tratta dell’ozio creativo, ovvero di come dal dolce far nulla possano d’un tratto arrivare le idee più rivoluzionarie.

Stiamo parlando di Domenico De Masi, autore di Una semplice rivoluzione – Lavoro, ozio, creatività: nuove rotte per una società smarrita edito da Rizzoli.

Quello che ha scritto Domenico De Masi, è per sua stessa ammissione, un libro che nasce da un invito dell’editore a liberarsi dalla deformazione professionale e dallo stile divulgativo tipico degli accademici, per scrivere in maniera semplice, lineare – e perché no anche divertente – delle teorie e delle idee sociologiche, così come si parlerebbe del più o del meno in una tranquilla sera d’estate con degli amici.

Quelle che De Masi racconta sono da lui definite non tanto delle teorie, ma delle agopunture nel tessuto sociale: delle congetture sulla società postindustriale, sul futuro, sulla tecnologia, sul lavoro, l’ozio, la politica che hanno come obiettivo quello di fornire, in un linguaggio semplice e accessibile a tutti, alcune idee moderne sulla società postindustriale e sulla sua possibile evoluzione.

Ecco un brano tratto dal capitolo Non-Lavoro, un passaggio che in un certo senso raccoglie l’essenza di tutte le teorie demasiane:

Nei Paese postindustriali i cittadini occupati si aggirano intorno al 30 percento di tutta la popolazione. Ognuno di essi, quando è nel pieno delle forze e della carriera, intorno ai 40 anni di età ha la sensazione che la sua esistenza coincida totalmente con il lavoro senza rendersi conto che invece il lavoro è destinato a occupare solo un decimo della sua vita umana e un settimo di quella adulta. Oggi la speranza di vita è pari a 700 mila ore e nel migliore dei casi il lavoro occuperà 80 mila ore, lasciando alle restanti 620 mila, pari all’8% della vita umana, attività di non lavoro: sonno, cura del corpo, riproduzione, scuola, attività domestiche e loisir.

Che fare allora? Come vivere? Cosa studiare? Come oziare? Come realizzare qualcosa? Come farsi aiutare da tecnologie e big data per far crescere un’idea? E come provare piacere?

A tutte queste domande, con la semplicità dichiarata nelle motivazioni che lo hanno portato a scrivere il testo, cercherà di rispondere Domenico De Masi, uno dei sociologi più importanti del nostro paese, che ha dedicato una vita all’insegnamento cercando di portare la sociologia in contesti pop.

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