“La ricreazione è finita – Scegliere la scuola, trovare il lavoro” di Abravanel e D’Agnese

A pochi giorni dal suono della prima campanella del nuovo anno scolastico, ci soffermiamo su La ricreazione è finita – Scegliere la scuola, trovare il lavoro, edito da Rizzoli nel 2016 e scritto da Roger Abravanel e Luca D’Agnese, entrambi manager aziendali di grande esperienza.

In Italia la disoccupazione giovanile è arrivata a sfiorare il 45%: si tratta del dato più alto dal secondo dopo guerra ad oggi. Un dato che ci mette in terzultima posizione soltanto dopo la Spagna e la Grecia.
Tuttavia questo dato cresce terribilmente se si considera anche la cosiddetta generazione neet, ovvero quei ragazzi che oltre a non lavorare, non sono alla ricerca di lavoro, non stanno studiando e non stanno seguendo corsi di aggiornamento o di avviamento professionale: con questi dati alla mano, il nostro Paese è all’ultima posizione in Europa.

 

Come siamo arrivati a questo punto?

Quello che i due autori cercano di spiegare nel libro è che la disoccupazione giovanile in Italia ha delle cause che non hanno nulla a che fare con la Crisi Economica come generalmente intesa: si tratta piuttosto di un problema culturale, di educazione, fondamentalmente di istruzione.
La società continua a inculcare stereotipi di lavoro in voga negli anni ‘70 o ‘80, ma quegli anni sono finiti da tempo: il posto fisso è una chimera, l’età pensionabile è un miraggio e l’uomo che si è fatto da solo nel nostro Paese è arrivato solo sotto forma di film che avevano come protagonista Micheal J. Fox.

Che fare allora?

Scegliere la scuola giusta, non lasciare che il mito della Laurea utile e dell’università che ti prepara al lavoro prevalga sul buon senso. Le aziende cercano prima di tutto persone e poi le lauree: spesso dimentichiamo che dietro un insieme di nozioni deve esserci anche un individuo capace di sviluppare idee, risolvere problemi e avere delle abilità pratiche.

Troppo spesso si pensa che l’industria abbia bisogno di ingegneri perché sanno progettare le macchine o conoscono il funzionamento di una linea di montaggio. O che gli scienziati siano richiesti per fare ricerca nei laboratori delle aziende, o i matematici e informatici per progettare algoritmi per le nuove start up ad alta tecnologia. Insomma perché sono tutti, ciascuno nel proprio campo, depositari di competenze tecniche essenziali per fare lavori ad alta specializzazione.

Il libro tratta nello specifico le problematiche più attuali e le questioni più aperte sul mondo del lavoro e dell’istruzione: cosa serve oltre alla laurea? Come trovare il lavoro giusto? Quali esperienze extrascolastiche valorizzano e formano davvero?, e lo fa andando ad analizzare i dati più significativi e intervistando imprenditori, responsabili delle risorse umane, cacciatori di teste e tanti ragazzi.

Sì, perché esiste un momento della vita in cui il futuro è sul serio nelle nostre mani: dobbiamo solo accorgercene e smettere di distrarci, del resto, proprio come ricorda il titolo del libro.

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