11 settembre: quattro proposte di lettura, ricordando l’attentato alle Torri Gemelle

Ultimi scampoli d’estate, ancora dieci giorni e poi sarà autunno. C’è ancora il sole e fa caldo, è vero, ma le abbronzature iniziano a schiarirsi; a Roma si pensa incessantemente solo e soltanto a una cosa: l’esordio in Champions League in casa contro il Real Madrid. Dopo 18 anni dall’ultima volta, dopo un anno trionfale terminato con lo scudetto, si contano le ore che separano al fischio di inizio e io inganno il tempo, e pure me stesso, fingendo di studiare per l’esame di economia politica.
È l’undici settembre del 2001, sono le due di pomeriggio o giù di lì quando mia madre entra in camera mia e mi dice che un aereo si è schiantato contro una delle Torri gemelle.

Ma si può essere così scemi da sbagliarsi e centrare un grattacielo?

Lo giuro! è stato questo il primo pensiero che feci… e il secondo non è stato molto più arguto perché pensai a un aereo di piccole dimensioni, qualcosa di simile a un Cessna insomma per capirci… sgretolatosi dopo l’impatto con l’edificio e caduto giù in strada.

Mi sbagliavo, ci sbagliavamo: l’occidente, coi suoi simboli gemelli figli di un’architettura anni sessanta, era sotto attacco – o almeno così avremmo imparato a dire nei giorni successivi.

Oggi, in occasione dell’undici settembre, vi consiglieremo non uno ma quattro titoli che per un motivo o per un altro è importante cercare, leggere e avere per ricordare uno dei giorni più neri del nuovo millennio.

 

New York, ore 8:45 è un libro edito da minimum fax che raccoglie in una collana dal titolo I maestri del giornalismo una serie di articoli sulla tragedia dell’undici settembre raccontata dai Premi Pulitzer: da Bob Woodward a Judith Miller dal The New York Times al The Washington Post. Un libro per ripercorrere quelle giornate in primis e le inchieste nate dalle vicende successive che nel crollo delle torri hanno avuto soltanto il fattore scatenante.

 

 

Sempre rimanendo nell’ambito giornalistico il libro 102 minuti, edito in Italia da Piemme e scritto dai giornalisti del The New York Times Jim Dweyer e Kevin Flynn   rappresenta un vero e proprio pugno nello stomaco che senza cedere al morboso voyeurismo racconta, basandosi sulla trascrizione delle comunicazioni, ciò che è accaduto dentro le torri nei 102 minuti che trascorsi tra il primo schianto e il crollo della seconda torre. Questo libro, unico nel suo genere, cambia il punto di vista dell’evento portandolo dentro le Torri e donandoci per la prima volta una ricostruzione reale di quello che è accaduto dentro il World Trade Center in quei momenti.

 

Un punto di vista sicuramente alternativo – e più narrativo – è quello proposto da Gianluca Morozzi che col suo luglio agosto settembre nero, edito da Fernandel, ha messo al centro di un racconto la caduta delle Torri.  Leggiamo ora un passaggio tratto dal racconto America under Attack:

“In che senso crollata? Si è spezzata alla base, è caduta in avanti? Una torre di quattrocento metri è caduta su Downtown?”

Ora prova a immaginare lo skyline di Manhattan mutilato, con una sola torre mezza acciaccata. Non ci riesce. Non riesce a immaginare niente, in verità. Lui sta per dire una cosa, ha la netta sensazione che sia una stupidaggine ma la dice ugualmente:

“Sai non credevo che avresti ma pianto per l’America”.

 

Infine, con l’ultimo dei nostri consigli, vi invitiamo alla lettura del più intimo dei lavori proposti oggi. Si tratta de L’ombra delle Torri, la Graphic Novel di Art Spiegelman, edita da Einaudi, che racconta la giornata dal punto di osservazione dell’autore a pochi isolati dal World Trade Center. L’autore di Mouse, rivive i suoi turbamenti, le paure e le angosce di chi per puro caso non è morto e che sarà costretto a vivere in un mondo nuovo, fatto di guerre per la libertà e perennemente all’ombra delle torri che come un arto tagliato non saranno mai più visibili ma che continueranno a essere percepite.

 

Una mutilazione che ha cambiato lo skyline più famoso del mondo, un dramma che ha fatto migliaia di vittime in un giorno solo e che poi in quindici anni si è portato dietro guerre e centinaia di migliaia di morti sparsi nel mondo.
Un evento che nel 2001 pensavamo stesse cambiando il mondo in diretta tv ma che forse nessuno pensava che lo avrebbe cambiato così tanto, in questo modo.

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