“Una stanza tutta per loro – Cinquantuno donne della letteratura italiana” di Alessio Romano e Ale Di Blasio

Scrittura, sostantivo femminile, singolare.

Così come femminile, e singolare, è l’idea di “Una stanza tutta per loro – Cinquantuno donne della letteratura italiana”, a cura di Alessio Romano e Ale di Blasio, e pubblicato da Avagliano Editore.

Non un semplice libro, ma un viaggio attraverso le storie di cinquantuno scrittrici italiane contemporanee, che hanno deciso di raccontarsi, svelando piccoli segreti della loro quotidianità letteraria.

E l’aspetto che accumuna tutte le cinquantuno storie è proprio quello legato ai luoghi dove, le scrittrici in questione, sono solite raccogliersi per mettere nero su bianco le proprie idee: una declinazione di stanze, studioli e angoli di mondo, ognuno con una storia dietro, che partono dalla terrazza appoggiata sugli scogli e circondata dal mare dell’isola di Stromboli, dove cerca rifugio Lidia Ravera, fino ai milleduecento metri di Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, dove Dacia Maraini ha scritto tutti i suoi libri.

Ma non solo: cucine di casa, sale da bar, vagoni dei treni e soffitte. Luoghi diversi, dove ognuna di loro ricerca la propria solitudine, e la propria concentrazione, circondandosi di quello di cui sentono più il bisogno. E così troviamo, quasi sempre, sul tavolo una tazza di caffè, o di the Lapsang Souchong, come per Francesca Genti, e uno o più libri, magari da sfogliare per cercare la giusta ispirazione prima di iniziare a scrivere.

Un libro come un lasciapassare, quindi, verso luoghi a volte molto intimi e personali, rifugi nei quali trovare la dimensione migliore per svolgere il lavoro che più amano: scrivere.

Non mancano, inoltre, richiami ai rituali che caratterizzano e aiutano la stesura: dalla sigaretta tra le dita mentre digita su una vecchia Olivetti Lettera 35, di Wanda Marasco, al disordine in cui trova pace Flavia Piccinni, fino al vestito ricercato di Annarita Briganti, che sente la scrittura come il suo amante, e per questo vuole farsi trovare sempre bella per lui.

Ci sono, poi, storie che legano due delle cinquantuno scrittrici presenti nel libro, come quella di Chiara Barzini, che appena trasferitasi nel nuovo quartiere, e alla ricerca di un posto dove scrivere, è stata ospitata da Barbara Alberti, che le ha dato la possibilità di rifugiarsi in una delle stanze di casa sua, completamente attorniata da letteratura russa, dove poter chiudere la porta e concentrarsi sulle proprie idee.

Una stanza tutta per loro – Cinquantuno donne della letteratura italiana” è, dunque, un’opera diversa dal concetto universale di libro, una piccola porta verso i luoghi più nascosti dove nascono i libri che trovano spazio nelle nostre letture. E nelle nostre stanze.

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