Francesco Guccini e il tempo: “Un altro giorno è andato”, il libro fotografico di Daria Addabbo

E dirò sempre le stesse cose viste sotto mille angoli diversi, cercherò i minuti, le ore, i giorni, i mesi, gli anni, i visi che si sono persi, canterò soltanto il tempo”, cantava Francesco Guccini ne Il tema, brano pubblicato nel lontano 1970 all’interno dell’album Due anni dopo.

E quante volte, nel mezzo secolo successivo Guccini ha cantato, e scritto, del tempo che scorre inesorabilmente, delle stagioni che passano, del passato che resta come ricordo, memoria, nostalgia? Moltissime, tanto che è difficile poterne dire quante.

Così tante che se dovessimo sintetizzare tutto questo in una frase, potremmo dire che Guccini è il cantore del tempo.

E proprio di quel tempo che Francesco Guccini ha trattato, e continua a trattare, nelle sue opere, si occupa Un altro giorno è andato, il libro fotografico di Daria Addabbo, pubblicato da Jaca Book, con la prefazione di Gino Castaldo.

Dopo aver regalato agli appassionati del Boss un volume unico nel suo genere come This hard land. Sulle strade di Springsteen, Addabbo torna in libreria con un lavoro interamente dedicato al Maestrone di Pavana: dare una rappresentazione fotografica ai versi delle canzoni di Guccini è la missione che porta la fotogiornalista romana a percorrere un viaggio lungo la via Emilia (e non solo) alla ricerca delle istantanee sentite cantare centinaia di volte da quell’inconfondibile voce con la r arrotata.

Quante volte ci siamo chiesti che volto avesse la barista dell’Autogrill bella d’una sua bellezza acerba, bionda senza averne l’alba, o come fosse fatto il ristorante di Inutile, dove il cameriere, assorto e lento, cifrava il rebus dei cumulonembi?

Non sono però solo volti e luoghi, ma anche profumi, sapori, rumori, colori, come quelli delle strade tornate a sbocciare, ideali ricami del mondo, cantante in Lettera, o di quei giorni spesi a parlare di niente, sdraiati al sole inseguendo la vita.

I versi delle canzoni di Guccini prendono forma nelle fotografie di Addabbo, completando, in modo artistico, lo stesso percorso compiuto per decenni, quando si sono materializzate nei cuori e nelle menti di coloro che hanno vissuto tratti delle loro vite ascoltando le sue canzoni: 74 fotografie come 74 rappresentazioni di una realtà, quella di Guccini, che ha saputo raccontare luoghi e tempi divenuti ormai senza tempo.

Ma il tempo, il tempo chi me lo rende? Chi mi dà indietro quelle stagioni
di vetro e sabbia, chi mi riprende la rabbia e il gesto, donne e canzoni,
gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti,
l’ arsura sana degli assetati, la fede cieca in poveri miti?

E in un tempo come quello che stiamo vivendo, dove la vita che abbiamo conosciuto per anni è di colpo cambiata prendendo connotazioni profondamente differenti, questo viaggio fotografico arriva come un ricordo di quel che è stato, ma anche come l’augurio che tutto possa tornare come poco più di un anno fa, che tutti possano avere indietro quel tempo al quale, chi per un modo e chi per un altro, tutti eravamo così fortemente legati.

In Un altro giorno è andato Daria Addabbo dimostra non solo la sua superba tecnica fotografica, ma anche la sua capacità di saper raccontare una storia in uno scatto, un mondo in un’immagine, conoscendo a fondo le mille pieghe della poetica di Guccini, dove ogni verso è un’esplosione di emozioni, un viaggio verso un luogo del nostro cuore, un balzo lungo la linea del tempo della nostra vita.

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