L’NFL compie 100 anni: quattro libri per scoprire una delle più importanti leghe sportive americane

Il 17 settembre 1920 veniva fondata, negli Stati Uniti d’America, la National Football League, quella che sarebbe divenuta, poi, la maggiore lega professionistica di football americano.

A distanza di cento anni esatti da quella data, noi di Liberementi vogliamo fare un breve viaggio alla scoperta della NFL, attraverso quattro titoli che, in maniera differente, raccontano lo sport che per gli americani è una vera e propria ossessione.

Basti pensare, infatti, a quello che accade ogni anno in occasione del Super Bowl, ovvero la finale del campionato, che negli Stati Uniti viene considerato come l’incontro che assegna il titolo di campione del mondo di questo sport. Un evento, capace di fatturare centinaia di milioni di dollari.

 

Il primo testo per iniziare questo percorso alla scoperta della National Football League è scritto da Roberto Gotta, uno dei massimi esperti italiani di football americano, e si intitola Football & Texas, per Indiscreto Editore.

Se il baseball è il passatempo preferito dagli americani, il football è certamente lo sport che li appassiona di più. Football vuol dire Super Bowl, l’avvenimento di gran lunga più seguito in televisione, e football vuole anche dire Texas, lo stato nel quale più che altrove l’interesse della gente è vivo a tutti i livelli, un po’ come avviene nell’Indiana per il basket. “Football & Texas. Storie americane” racconta entrambi i mondi, vissuti attraverso le esperienze di sport e di viaggio dell’autore, che ha seguito dal vivo ben 17 Super Bowl e studiato in particolar modo l’ambiente texano. Da Houston a Austin a Dallas, dove non a caso si è giocato l’ultimo Super Bowl vinto dai Green Bay Packers, cui è dedicato un lungo e dettagliato capitolo. Personaggi, curiosità, bizzarrie e storie riviste con un occhio diverso, come quella di Jerry Jones e dei suoi Cowboys tre volte campioni NFL negli anni Novanta, in un libro rivolto non solo agli appassionati di football ma a tutti coloro vogliano apprendere qualche aspetto inedito della cultura americana, non solo in campo sportivo.

 

Un altro testo firmato da un autore italiano, Fausto Batella, racconta uno dei personaggi più iconici dei primi cento anni dell’NFL: si intitola Il Vincente – La vera storia di Vince Lombardi, edito da Campi di Carta.

La vera storia di Vince Lombardi, il mitico coach della più importante lega sportiva degli Stati Uniti, uno dei più grandi di ogni epoca: la passione per il football giocato, l’apprendistato come allenatore e poi le affermazioni al liceo, all’università e con le squadre dei professionisti. Pagina dopo pagina passano i campioni di uno sport duro e speciale, l’incessante susseguirsi delle vittorie culminate con le prime due edizioni del Super Bowl. Dal 1971 il trofeo di questa partitissima che ogni anno, per un giorno, ferma l’America, porta il suo nome. Nella seconda parte si narrano le vicende un po’ picaresche del campo italiano dedicato allo stesso Lombardi, un vero impianto da football americano costruito nel 1980 in un paesino fuori mano. Oggi lo stadio di Vince è un campo abbandonato nella campagna umbra. Un inserto fotografico arricchisce la narrazione con immagini d’epoca.

 

Per capire davvero la maggiore lega professionistica di football americano, bisogna iniziare il proprio viaggio da un college, il luogo dove ogni sogno ha inizio: ecco, dunque, End Zone, di Don Delillo, edito da Einaudi.

Ci sono solo tre tipi di persone tra i giocatori di football: i sempliciotti, i pazzi scatenati e gli esiliati. E se le prime due categorie sono abbastanza facili da capire, i più affascinanti sono gli uomini che eleggono a patria il geometrico poligono del campo, coloro che nel gioco trovano una distanza in cui scontare l’esilio dalla Storia e dalla colpa. Gary Harkness è uno di questi uomini. Running back della squadra del Logos College, Gary ha girato molte squadre e università prima di arrivare lì. Questo perché per applicare le regole di un gioco, bisogna crederci almeno un po’ a queste regole: e Gary invece sembra dotato di un’enorme, inesauribile incredulità. “End zone” è il racconto di una stagione di vittorie senza precedenti per la squadra della Logos, vittorie che però non danno a Gary quell’agognata pace spirituale che invece trova in un altro “gioco”. Proprio in quest’annata di trionfi, Gary inizia a sprofondare nello studio delle armi nucleari, delle strategie militari di annientamento globale, delle prove generali di apocalisse. Quella di Gary è una fuga dalla paura della morte, dal terrore del tempo e delle passioni, è la ricerca di una dimensione in cui “i pensieri siano improntati a una sana ovvietà, le azioni non siano gravate dalla Storia, dall’enigma, dall’olocausto o dal sogno”. Ma nel momento in cui manca la morte, manca anche la trascendenza e quindi l’accesso al sublime: il linguaggio non trasmette più niente e l’apocalisse diventa un’opzione come un’altra.

 

Poteva forse mancare, nel poker di libri scelti per raccontare la NFL, il testo di un mostro sacro della narrativa d’oltreoceano come John Grisham? Il professionista, edito da Mondadori, non è solo un titolo ambientato nel mondo del football americano, ma è anche un piccolo viaggio di ritorno verso l’Italia, dove è ambientata parte della narrazione. Il modo perfetto per concludere questo viaggio alla scoperta della National Football League.

Rick Dockery, ex promessa del football americano, è un quarterback che non ha mai saputo trovare la spinta necessaria per diventare un grande giocatore. La sua carriera sembra ormai avviata verso una dignitosa mediocrità. Una sera, però, entrato in campo sul netto vantaggio della propria squadra, Rick riesce a rovinare la partita, e la propria vita, con quella che sarà descritta da tutti i media come la peggior performance nella storia del football professionistico. Quando, dopo un incidente in campo, Rick si sveglia in un letto d’ospedale, la sua squadra lo ha già licenziato. Ma giocare a football è l’unico mestiere che Rick conosce, e per questo prega il proprio agente di trovargli, nonostante la sua ormai pessima fama, un ingaggio qualsiasi che lo aiuti a superare la crisi. Dopo una disperata ricerca, un posto sembra rendersi finalmente disponibile. È in Italia, nella squadra dei Panthers Parma. Rick non sapeva nemmeno che in Italia il football fosse praticato e non ha nemmeno la più vaga idea di dove Parma si trovi. Tuttavia parte, deciso a superare questo momento di sciagura e tornare in America non appena gli sarà possibile. Ciò che Rick però non sa è che, nonostante i mille, comici equivoci che un americano che conosce solo la propria lingua può generare nella provincia italiana, a Parma troverà molte cose che la vita negli Stati Uniti non aveva saputo offrirgli: buon cibo e tempi rilassati, ma soprattutto degli amici, un amore e la riscoperta gioia di giocare.