Trent’anni di Italia 90. Appunti (molto sparsi) per un romanzo.

Questa storia – anzi questa raccolta di appunti per un (magari un giorno) racconto – inizia con una foto. O meglio con una copertina. Questa è l’ultima copertina del 1989 del Guerin Sportivo.
Ci siamo, finalmente è il 1990.

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1- Al 7 giugno 1990, giorno che precede l’inaugurazione del mondiale, questa è la fotografia del calcio italiano (ed europeo):
Napoli campione d’Italia.
Milan vincitore della Coppa dei Campioni.
Sampdoria vincitrice della Coppa delle Coppe.
Juventus vincitrice della Coppa Uefa (battendo in finale la Fiorentina).
Niente male, vero?

2- Ciao. Il nome della mascotte di Italia 90 venne scelto votando un’apposita sezione sul retro delle schedine del Totocalcio. C’era appunto Ciao (che vinse), c’era Dribbly (io capivo Dribbling e per questo la facevo votare a mio padre). E poi: Amico, Beniamino e Bimbo. A questi cinque nomi (davvero brutti, trent’anni dopo si può dire) si giunse dopo aver consultato i più prestigiosi pubblicitari italiani. La mascotte venne realizzata da Lucio Boscardin (in foto) che ne parlò come di un’ idea da sfruttare tridimensionalmente, giochi tecnologici futuri, immagini televisive, consumismo.
Insomma Ciao era avanti.
Troppo.

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3- Ancora Ciao (secondo Gianni Mura). Siamo nei sui Cattivi pensieri, è il 16 novembre del 1986. Testuale: sembra il risultato di uno scontro frontale tra un misirizzi e il cubo di Rubik. Sicuramente funzionerà meglio in animazione, sui teleschermi; essendo sprovvisto di tubo catodico e pulsanti mi ostino a ragionare come uomo. Leggo che l’autore del Coso (non ha ancora un nome) ha scomposto i segmenti della parola Italia. Buon per lui che la parola si presta: con Cecoslovacchia sai che problemi.
Nota: se qualcuno si sta chiedendo cosa sia un misirizzi clicchi qui.

4 – Paperone Mondiale 90. Il 22 aprile del 1990 esce in edicola un albo Disney dal titolo Paperone Mondiale 90. Contiene tre storie lunghe: Paperino ai mondiali di calcio, Mundial Story (che ripercorre col piglio del fumetto divulgativo – la storia dei mondiali di calcio fino al 1986) e infine Paperino Calciatore.
Si tratta di uno dei tanti inserti a tema Italia 90 che comparvero nelle edicole in quegli anni. Curiosità: il fumetto conteneva in regalo un “Oscar” azzurro. Una miniatura di 15 azzurri (compreso il CT Vicini) che si potevano ottenere facendo benzina e raccogliendo i punti (10 bollini per miniatura) presso le pompe IP (sponsor ufficiale della nazionale).

5 – Notti magiche. Che in realtà si chiama Un’estate italiana. Bennato/Nannini ci fanno venire i brividi ancora oggi con una canzone che all’epoca risultò a fine anno il singolo più venduto nel Paese. Forse non tutti sanno che la canzone ufficiale di Italia 90 fu composta da Giorgio Moroder in inglese (titolo originale To be number One). Cercatela, ma attenzione: il video contiene dosi massicce di scorie anni Ottanta. A partire dai capelli della band.
Citando Wikipedia: Un’estate italiana risulterà il singolo più venduto in Italia e, storicamente, l’ultimo 45 giri ad ottenere un massiccio riscontro commerciale prima della sparizione di tale supporto (sostituito da tecnologie più moderne) dal mercato discografico.

6 – Per contestualizzare. Nel 1990 il Festivalbar lo hanno condotto Gerry Scotty e Susanna Messaggio. Lo hanno vinto Baccini coi Ladri di biciclette con Sotto questo sole. Il pre-Festivalbar lo conduceva una ragazza dai capelli rossi, una tale Michela Vittoria Brambilla. Sanremo invece lo presentano Johnny Dorelli e Gabriella Carlucci e lo vincono i Pooh con Uomini soli. Per la seconda e (ad oggi) ultima volta un artista italiano vince l’Eurovision Song Contest. È Toto Cutugno che conquista la prima posizione con il brano Insieme 1992. 

7 – Nel 1990 è in pieno corso il Governo Andreotti VI. Resterà in carica fino all’aprile del 1991. Ministro della Pubblica istruzione di quel governo è Sergio Mattarella. Pochi giorni dopo la fine del mondiale, il 27 luglio del 1990, Matterella si dimetterà dalla carica in contrasto con lo stesso governo per il voto di fiducia posto sul disegno di legge Mammì relativamente al riassetto del sistema radiotelevisivo.

8 – Il premio Strega del 1990 lo vince Sebastiano Vassali con La chimera (Einaudi). In cinquina c’era anche Vittorio Gassman con Memorie del sottoscala (Longanesi).

9 – Tra marzo e giugno le due Germanie diventano sempre più una sola nazione e in Unione Sovietica viene introdotta proprietà privata. Il 17 maggio l’Organizzazione Mondiale della Sanità elimina la voce omosessualità dalla lista delle malattie mentali.

10 – È stato il mondiale in cui (ad oggi) si è segnato meno. 115 gol su 52 partite, media 2.21 gol a partita. Non c’è un’ufficialità, ma il gol più bello della manifestazione fu assegnato a Roberto Baggio per la rete contro la Cecoslovacchia.
Capocannoniere del torneo: Salvatore (Totò) Schillaci con 6 reti.

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11 – Come “funzionava” Italia 90. 8 giugno – 8 luglio. 12 stadi, da Udine a Palermo. Sei gironi da quattro squadre. Passano agli ottavi le prime due di ogni girone e le migliori terze. Italia qualificata perché paese ospitante, Argentina perché detentrice del titolo. Grande assente: la Francia. 40 mila giornalisti accreditati e 28 miliardi di contatti televisivi totali.

12 – Dei 12 stadi impiegati due furono costruiti da zero. Il Delle Alpi di Torino (raso al suolo 19 anni dopo per costruire lo Juventus Stadium) e il San Nicola di Bari (progettato da Renzo Piano). Gli altri impianti subirono dei pesanti lavori di ammodernamento. Non mancarono polemiche e si parlò di costi lievitati dell’85% in fase di realizzazione. Da registrare ben 24 morti sul lavoro oltre che 678 infortuni.

13 – Non so nel resto d’Italia, ma nella periferia romana in quegli anni è stato un fiorire di esercizi commerciali che avevano nel nome il “Novanta”. Alimentari Novanta, Idea casa Novanta. Frutteria Novanta… e via dicendo.

14 – Il paniere. Nel 1990 lo stipendio medio era di 1.100.000 lire. Un quotidiano costava 1.200 lire. Una corsa in tram 900 lire. Il caffè al bancone 750 lire. Un kg di pane 1.500 lire e il latte 1.100 lire al litro. La pasta 1.280 lire al chilo. La benzina variava da 1.478 a 1.605 al litro.

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15 – I gelati Algida sono gli “ufficiali” della manifestazione e il cartellone di metallo appeso ai bar di tutta Italia lo ricorda esponendo Ciao in bella vista, tra un ombrellone e un croccante al cioccolato.
La novità dell’anno è il Magnum c’è ancora il Magnifico.
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16 – I Monopoli di Stato lanciano sul mercato le MS Mundial. L’occasione è Italia 90 ma lo sguardo e al passato. Verso il mondiale di Spagna vinto dagli azzurri.

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17 – Gianni Bugno vince il giro d’Italia tenendo la maglia Rosa dalla prima all’ultima tappa. Senza pause. Il giro finisce a Milano il 6 giugno, due giorni prima dell’inaugurazione di Italia 90 proprio a Milano.

18 – Il mondiale in televisione. Tutte le domeniche su Rai 1 alle 20.40 c’era l’anteprima de La Domenica Sportiva a cura di Tito Stagno che – in caso di partita – avrebbe poi ceduto la linea all’incontro. Dopo la vera e propria puntata de La Domenica Sportiva andava in onda TG1 – Il Mondiale e la rubrica a cura di Gianni Minà Io e il Mondiale. Protagonisti e campioni raccontano se stessi e il calcio. Tutti i giorni, alle 23 circa, Aldo Biscardi conduceva il Processo ai Mondiali. Il programma andò in onda da uno studio costruito all’interno dello Stadio Olimpico, accanto allo spogliatoio degli Azzurri. Superò in molti serate i 10 milioni di telespettatori. Opinionista fisso era Gianni Brera. Su Rai 2 andava in onda TG2 – Dribbling – Speciale Mondiale, condotto in studio da Beppe Dossena e Antonella Clerici. Su Rai 2 alle 16 circa c’era Le Città dei Mondiali. Le partite erano trasmesse anche da TMC. Che quell’anno inaugurava anche Galagol il programma sportivo in collegamento con con gli stadi e con i locali notturni italiani. Alla conduzione: Alba Parietti e Marina Sbardella. Sempre su TMC ogni giorno c’era alle 8.30 Buongiorno Mondiale, alle 13 Diario ’90, notizie, interviste, commenti e retroscena dei Mondiali e alle 19.00 Mondialissimo, il TG dei Mondiali. Insomma come sempre alla Tv di stato andava il riconoscimento di avere grandi giornalisti e di coprire tutto l’evento, ma alle private il merito di costruire contenuti più accattivanti spacchettando l’informazione e trasformandola anche in intrattenimento.
Ad esempio su Italia 1 alle 19.30 andava in onda Emilio ’90. Lo spettacolo serale con Zuzzurro e Gaspare e Athina Cenci si trasformava in un appuntamento quotidiano di trenta minuti, in onda tutti i giorni. Su Italia 1 da registrare anche l’esordio della Gialappa’s Band con Mai dire Mundial, stato trasmesso prima dell’inizio dei campionati mondiali del 1990 e in cui commentavano le fasi salienti di alcune partite dei campionati mondiali precedenti, come Italia – Germania Ovest del 1982; Argentina – Olanda del 1978; Germania Ovest – Olanda del 1974. Curiosità: Durante Italia 90 c’erano ancora le telecronache di Nando Martellini che semplicemente aveva smesso di seguire la nazionale passata a Pizzul.

19 – Il 9 dicembre del 1989 – a sei mesi meno un giorno dall’inizio dei mondiali – Roma ospita il sorteggio dei gironi. Contrariamente a quanto fatto nelle edizioni precedenti si tratta di un vero e proprio show condotto – non a caso – da Pippo Baudo. Va in onda dal PalaEur e si chiama Mondiale! Quasi duemila giornalisti accreditati da tutto il mondo, un corpo di ballo con tremila ragazzi, un coro con centinaia di voci, servizio di sicurezza imponente. Al sorteggio partecipano: Pelé, Bobby Moore, Passarella, Bruno Conti e Rummenigge. Sophia Loren è la madrina del sorteggio, ma dichiarerà di avere nel cuore solo un calciatore: Maradona. Luciano Pavarotti canta ‘O Sole Mio e Nessun Dorma, accompagnato dall’Orchestra Sinfonica della Rai.
Insomma un Festival di Sanremo in piena regola.

20 – Prima di ogni partita la Rai trasmetteva un breve filmato per presentare la città e lo stadio in cui si sarebbe giocato.
In tutto vennero realizzati 12 brevi filmati prodotti da altrettanti registi.
Michelangelo Antonioni presentava Roma; Lina Wertmüller Bari; Bernardo e Giuseppe Bertolucci Bologna; Carlo Lizzani Cagliari; Franco Zeffirelli Firenze; Alberto Lattuada Genova; Ermanno Olmi Milano; Francesco Rosi Napoli; Mauro Bolognini Palermo; Mario Soldati Torino; Gillo Pontecorvo Udine e Mario Monicelli  Verona.

21 – Gli azzurri (e i loro numeri)

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22 Gianluca Pagliuca – Sampdoria
12 Stefano Tacconi – Juventus
1 Walter Zenga – Inter
2 Franco Baresi – Milan
3 Giuseppe Bergomi – Inter
5 Ciro Ferrara – Napoli
6 Riccardo Ferri – Inter
7 Paolo Maldini – Milan
8 Pietro Vierchowod – Sampdoria
9 Carlo Ancelotti – Milan
10 Nicola Berti – Inter
4 Luigi de Agostini – Juventus
11 Fernando De Napoli – Napoli
17 Roberto Donadoni – Milan
13 Giuseppe Giannini – Roma
18 Roberto Mancini – Sampdoria
14 Giancarlo Marocchi – Juventus
15 Roberto Baggio – Juventus
16 Andrea Carnevale – Roma
19 Salvatore Schillaci – Juventus
20 Aldo Serena – Inter
21 Gianluca Vialli – Sampdoria

22 – Qualche giornale di quei giorni.

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23 – Il Mondiale
Girone A: Italia 6, Cecoslovacchia 4, Austria 2, USa 0.
Girone B: Camerun 4, Argentina 3, Romania 3, Eliminata Unione Sovietica 2
Girone C: Brasile 6 e Costa Rica 4, Eliminate: Scozia 2 e Svezia 0
Girone D: Germania Ovest 5, Jugoslavia 4 e Colombia 3 Eliminata Emirati Arabi Uniti Girone E: Spagna 5, Belgio 4, Uruguay 3, Eliminata Corea del Sud 0
Girone F: Inghilterra 4, Irlanda 3, Paesi Bassi 3 Eliminata Egitto 2

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24 – Tutti i gol in 45 minuti, in questo video!

 

25 – I tre tenori. Il giorno prima della finalissima Argentina – Germania  ( e dopo la finalina Italia – Inghilterra) alle Terme di Caracalla (e sulle reti Rai) va in scena la chiusura informale dei Mondiali. Si tratta del concerto dei Tre Tenori: Pavarotti, Domingo e Carreras. Un evento di proporzioni mastodontiche di cui si parlava da più di un anno e che raccolse 800 milioni di spettatori davanti alla Tv. A fine 2010 gli inglesi hanno eletto questo concerto, il momento culturale più importante del ventennio 1990-2010. 

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