“Racconti ritrovati” di Emanuel Carnevali: viaggio nella vita del poeta nero

Ci sono storie, racconti, romanzi, che dopo esser stati narrati vanno per il mondo, e vengono raccolti da chi ha la voglia, o la fortuna, di incontrarne le vicende. Spesso il narrato è preponderante rispetto al narratore, perché la storia assume un ruolo centrale in relazione a colui che l’ha pensata e l’ha scritta.

Nel caso di Racconti Ritrovati di Emanuel Carnevali, pubblicato da D Editore, la storia del narratore non può passare in secondo piano rispetto alle vicende raccontate.

Sì, perché solo la vita di Carnevali meriterebbe un libro a sé: più che una biografia, però, sarebbe il racconto di come la passione e il genio tentino di sopravvivere alle difficoltà, che spesso il fato ci mette di fronte.

Emanuel Carnevali nasce a Firenze alla fine del 1897, e dopo esser stato espulso dalla scuola con l’accusa di omosessualità, viene spedito oltreoceano dal padre, che preferisce mandare il figlio in America. A New York prima, e a Chicago poi, Carnevali affronterà un’esistenza nelle ristrettezze di un’epoca densa di difficoltà, che si acuiscono quando il giovane si ammala di encefalite letargica, una patologia che lo riporterà prima in Italia, all’ospedale psichiatrico di Bologna, e poi alla morte.

Una morte, la sua, lontano da ogni affetto e da ogni attenzione, con il fardello di non aver potuto pubblicare nulla in vita.

Eppure la sua produzione letteraria non era stata affatto scarna, anzi, cominciata addirittura appena adolescente, con la stesura del suo romanzo Il primo dio, scritto in inglese e tradotto in italiano dalla sorellastra Maria Pia.

Di quanto creato da Carnevali ne fanno accenno anche grandissimi come, ad esempio, William Carlos Williams, che nel 1951 lo cita nella sua autobiografia: delle suo opere, però, nei decenni si sono seguite le tracce con difficoltà.

Emanuel Carnevali, il poeta nero, l’uomo vuoto, la New York che non esiste… io celebro il tuo arrivo.È per te, che noi venimmo fuori, noi vecchi ne buio. È per te che i rifiuti sono stati smossi e un topo è strisciato fuori dalle immondizie, vivo… e ora, per Dio, vieni tu col ventre incollato alla schiena e ci fai vedere quello che siamo, dei topi.

William Carlos Williams, Gloria!

Ecco, perché, Racconti Ritrovati assume un ruolo fondamentale rispetto alla produzione di Carnevali: il volume, infatti, è il risultato di un lavoro di ricerca lungo e accurato, iniziato dal recupero di materiale considerato ormai “sepolto”, ovvero piccolo stralci ai quali sono state ricollegate le relative fonti, fino ad arrivare al materiale già edito. Un’opera di collazione tra riviste, racconti ed altri lembi di produzione di Carnevali, per donare al lettore una testimonianza reale di quanto scritto da uno dei poeti più preziosi, e purtroppo anche più maledetti, che la storia della letteratura del ‘900 ci abbia regalato.

Un viaggio alla scoperta del Carnevali scrittore, ma anche uomo, dove l’autore racconta la sua esistenza, in quel di Brooklyn, dove visse i mesi più oscuri della sua vita, costretto a spalare neve nonostante un corpo gracile come il suo. Ma anche un percorso attraverso la sua poetica, la sua idea dell’amore e della vita.

Anche se probabilmente prima d’ora il nome di Emanuel Carnevali, il poeta nero, vi era stato oscuro, e non avevate mai avuto modo di incontrare le sue opere, Racconti Ritrovati è senza dubbio un libro che merita di essere accolto, letto e interiorizzato, per conoscere e comprendere una Storia, stavolta con la “S” maiuscola, che deve essere conservata e custodita. Anche grazie al prezioso lavoro dietro a questo splendido volume.

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