Graphic Novel: “Il Ruspa” di Stefano Antonucci e la comunicazione Salviniana

Dal marzo dello scorso anno ad oggi, Matteo Salvini è diventato uno dei personaggi maggiormente al centro dell’attualità politica e non, tanto da guadagnarsi decine e decine di definizioni diverse, per qualificare il suo operato. Non solo politico, ministro, vicepremier o leader. Qualcuno lo ha addirittura etichettato come il miglior influencer in circolazione, per la capacità con la quale riesce a veicolare, attraverso i social, i propri messaggi.

Forse neanche lui, però, si sarebbe mai aspettato di diventare un fumetto.

Sì, perché Stefano Antonucci, già autore de “Il Piccolo Führer” e “Quando c’era LVI”, ha trasformato il segretario della Lega ne “Il Ruspa”, protagonista dell’omonimo graphic novel in uscita oggi, giovedì 17 ottobre, per Cane Editore.

Occhi fuori dalle orbite, lingua penzolante tra le labbra, grandi orecchie al vento e vestito a pois giallo e verde: si presenta così Salvini, nei disegni del fumettista abruzzese, che lo dipinge richiamando alla memoria il personaggio di Pimpa, il cane protagonista di una famosa serie creata a metà degli anni ’70 da Altan.

Sei storie, nelle quali Ruspa ha subito a che fare con L’Umberto, raffigurazione del Senatùr che dal letto si limita a emettere mugolii a risposta delle sue domande, e Verme, un piccolo essere strisciante a rappresentazione di Luca Morisi, il suo stratega della comunicazione, che lo accompagna e lo consiglia durante tutto il libro.

E proprio sugli strumenti di comunicazione adottati da Salvini per portare avanti la propria feroce propaganda elettorale, è incentrato l’intero volume, che vede Ruspa iniziare il suo viaggio alla ricerca di una ricetta per piacere a tutti gli italiani, anche ai famosi terroni tanto attaccati dalla Lega Nord della prima ora: e così si imbatte nel vermicello Morisi, che lo indirizza verso una campagna elettorale permanente, che lo aiuterà ad entrare nel cuore dei suoi futuri elettori: non dovrà, infatti, diventare lui più buono per piacere a tutti, ma dovrà convincere tutti a diventare cattivi. Proprio come lui.

Per far questo Ruspa viaggia per l’Italia da nord a sud. a bordo di un treno, il Trenord, una simpatica trasposizione del celebre Trenino Thomas, cercando nuovi obiettivi contro i quali attirare la rabbia del popolo, per aumentare la sua credibilità: è il caso, ad esempio, della Giraffa che non amava la pizza, utilizzata durante il viaggio a Napoli per cercare di accaparrarsi le simpatie dei partenopei.

Le storie scorrono via veloci, e non senza qualche sorriso amaro dovuto alla riproposizione, in chiave satirica, di quanto ha caratterizzato gli ultimi mesi della storia d’Italia, fino all’ormai famoso, e famigerato, episodio avvenuto quest’estate al Papeete Beach di Milano Marittima, ultimo affresco del libro.

Nel mezzo tanti piccoli inserti ludici, come “Colora il Ruspa”, “Aiuta il Ruspa a fermare gli sbarchi” o il “Cruciverme”, e una brevissima storia di appena due pagine, dal titolo “Papillon”, disegnata e strutturata sulla scorta di quanto si leggeva durante il ventennio su Il Corriere dei Piccoli.

Non mancano, dunque, i richiami a tutta una serie di fumetti legati ai bambini, che fanno da sfondo a tavole disegnate nella semplicità, con colori che possano colpire da subito il lettore, e render ancor meglio l’idea dell’alterazione comunicativa, che sta alla base di tutta la strategia di Salvini, nonché tema centrale dell’opera.

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