Rock Lit di Liborio Conca: un viaggio attraverso gli intrecci tra rock e letteratura

Spesso, quando si parla di un libro che tratta la tematica della musica rock, il primo pensiero che viene in mente è se fosse stato davvero necessario scrivere un altro volume da inserire in quella categoria letteraria. Sì, perché negli anni si è formata una vera e propria letteratura di settore, che ad oggi conta qualche migliaio di titoli. Un mare magnum di biografie musicali, approfondimenti, analisi del testo, nel quale è difficile orientarsi, e nel quale è difficile riuscire a trovare un riferimento che possa essere considerato davvero essenziale per tutti gli amanti del genere.

Rock Lit è sicuramente uno dei titoli che non possono mancare nella libreria, e nel bagaglio culturale, di tutti gli amanti delle musica rock e della letteratura. Perché, così come già esplicitato nel titolo, rock e letteratura hanno avuto, negli anni, un legame forte, anzi fortissimo.

A scriverne è Liborio Conca, critico letterario, alla sua opera d’esordio con Jimenez, casa editrice indipendente nata quest’anno a Roma, dall’idea e dall’impegno di Michela Carpi e Gianluca Testani.

 

 

Un libro diverso dallo stereotipo dell’opera di confronto e di raccordo tra due arti, come la musica (e in particolare il rock) e la letteratura: non un lavoro enciclopedico, né tantomeno didascalico, ma un viaggio attraverso luoghi e tempi lontani da noi, e a volte lontani tra loro, alla ricerca di personaggi che sono stati protagonisti indiscussi dei loro rispettivi movimenti, per scoprire i loro lati nascosti e i punti di connessione tra le loro attività. Ed ecco che Rock Lit diventa un passaporto con il quale viaggiare indietro nel tempo fino al periodo d’oro del rock, spaziando tra gli anni Sessanta e gli Novanta del secolo scorso, facendoci accompagnare per mano dall’autore, attraverso un percorso originale, nel quale trovarsi a vivere spazi e atmosfere avvolgenti, che sanno coinvolgere al punto di avere la sensazione di accoccolarcisi dentro.      “Ho cercato di scrivere un libro né passatista né necessariamente attuale: anche se è un testo inevitabilmente concentrato sul periodo di massima espressione del rock, si tratta, come dire, della mia visione su questo intreccio appassionante tra quel genere e la letteratura”, ci spiega Liborio Conca. “Quello che stiamo vivendo non è certo un periodo di forma eccellente per il rock, se non altro a livello di impatto culturale. Non sono io a dirlo; del resto, c’è una scena nel film “Almost Famous” in cui Lester Bangs – interpretato dall’amato Philip Seymour Hoffman – dice al giovane Willian Miller: «Peccato, ti sei perso il rock, è finito!», ed era il 1973, nella finzione del film uscito nel 2000. Ad ogni modo Rock Lit non è un saggio sul rock o sulla fine del rock: è un tentativo di mostrare come due forme d’arte – musica e letteratura – si siano intrecciate, e per farlo mi sono soffermato su alcuni momenti specifici, non volendo offrire un lavoro omnicomprensivo. Nell’ultima parte del libro accenno a quello che sta accadendo negli ultimi tempi, tirando in ballo Paul Banks degli Interpol o il Pulitzer assegnato a Kendrick Lamar: l’egemonia dell’hip hop è un dato di fatto”.

E per capire come musica e letteratura si siano intrecciate tra loro, Liborio Conca ci porta a scoprire gruppi e artisti che hanno fatto la storia del rock, dai Nirvana ai R.E.M., da Frank Zappa a David Bowie, passando per Bob Dylan, e come il loro percorso abbia incontrato quello di grandissimi scrittori come William S. Burroughs, Albert Camus, Flannery O’Connor e molti altri, percorrendo traiettorie che possono, e devono, essere seguite da tutti gli appassionati del genere.
Ho cercato di scrivere un libro accessibile sia a chi è a suo agio nel territorio della musica rock e della letteratura, sia per chi è meno, ferrato in materia, come si dice. Anche per questo ci ho messo diverse note: per accompagnare ulteriormente chi legge. Come è ovvio, nel secondo caso – quello dei meno ferrati – occorre essere disponibili a lasciarsi incuriosire. Del resto reperire i libri o la musica che cito non è così difficile: i libri sono più o meno tutti pubblicati in Italia, e per quanto riguarda la musica, sappiamo benissimo che, chi volesse ascoltare quello di cui scrivo, ha una possibilità d’accesso immediata, effettuando una semplice ricerca su un album di Vic Chesnutt, o una singola canzone di PJ Harvey”.

Come può capitare davanti ad un universo sconfinato come quello del rock, alcune correnti e alcuni capisaldi del genere non hanno trovato spazio all’interno di Rock Lit: questo per colpa, come scrive lo stesso autore nella prefazione, di quella cassetta degli attrezzi che comprende le esperienze di vita, le passioni, i gusti musicali e le letture, che nella vita di ognuno hanno un peso specifico, e che portano a seguire determinate traiettorie piuttosto che altre.
Mi sono mosso a partire dalle mie esperienze e dalle mie passioni: purtroppo qualcosa è rimasto fuori, penso ai Pink Floyd, o ai Velvet Underground, e mi capita ogni tanto di ascoltare una canzone e pensare «Accidenti, questa dovevo proprio inserirla!». Ma questo non è un libro che ha dentro tutto: non ho mai avuto quest’ambizione di completezza assoluta, questo è sicuro”.

In Rock Lit non c’è dentro tutto, come da ammissione dello stesso Liborio Conca, ma c’è sicuramente tutto il necessario, e molto di più, per lasciarsi coinvolgere fin dalle prime righe di lettura, e farsi rapire lungo tutto il percorso tracciato dall’autore, per fare un viaggio attraverso l’universo del rock anglofono.

Aspettando magari il prossimo passaporto, che possa condurci lungo l’orizzonte musicale italiano.
In origine la scena italiana, chiamiamola così, avrebbe dovuto comparire in Rock Lit, ma lavorandoci mi son reso conto che comprimerla in un unico capitolo sarebbe stato limitante, anche per banali motivi di prossimità geografica e culturale. Inoltre abbiamo una bibliografia corposa sulla musica dei grandi cantautori – gli interpreti italiani in cui la commistione tra musica e letteratura è più evidente – da De André a Guccini. Dunque occorre qualcosa di diverso. Sto ragionando su un seguito «italiano» di Rock Lit, ma serve la chiave giusta: spero di trovarla!

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