Dubi in certezze: la promessa dell’alba

Il tutto racchiuso in una promessaquella invincibile dellamore materno!

E poi unaltra: la promessa di un figlio, di raddrizzare il mondo e di deporre un giorno ai piedi di mia madre, un mondo felice, giusto, degno di lei finalmente, mi morse il cuore con un bruciore che mi rimase nel sangue fino alla fine.

Su questa sponda dell’Adriatico è stata un’estate intensa, ma sopratutto un’estate di ritorno. Un ritorno a casa, dopo anni fatti di partenze e degli ultimi due anni in cui tante cose sono state messe in discussione, in cui più che di certezze, parliamo di sicurezze per le quali spesso, come scrive Galimberti, rinunciamo alla felicità. Eventi forti, o meglio un altro di quei episodi di rottura, come li chiamo io, hanno dato un senso ancora più marcato al tempo che scorre. Questa lettura è arrivata, come spesso accade con le letture che incredibilmente si palesano nei momenti a loro destinati, in un frangente in cui le sicurezze non erano più quello che volevo, il tempo si svuotava di quella vita che sembrava svettare su delle palafitte erette su un terreno che aveva perso solidità, non aveva più quella stabilità che pensavo di avergli dato con le mie azioni, con la mia perseveranza, con il mio senso di responsabilità, con la paura di deludere chi amo, con l’insicurezza di non essere abbastanza.

Cosi un giorno dove il macigno nel petto attanagliava con più prepotenza l’anima, raggiungo una delle librerie che più amo che erano le dieci di mattina… ne uscirò a pomeriggio inoltrato. I libri mi calmano, le loro storie sono parte di un mondo che esiste da secoli, hanno colori che spesso ci rifiutiamo di vedere in questa realtà nella quale ci hanno confinato, le parole stampate sulle pagine delicate raccontano di mondi che leniscono ferite, a volte invece le provocano, per spronarci, per darci una svegliata, altre ancora ci inducono al pensiero, per costringerci a farne uso e donargli ampio respiro, e ancora sanno farci sognare, immaginare, viaggiare, eppure quando sollevo lo sguardo sono ancora seduta su quello sgabello che i librai usano per raggiungere quegli scafali in alto, ai quali i miei due metri mi danno accesso esclusivo. Così lo sgabello l’ho usato per dare tempo a questa storia che non riusciva ad aspettare di tornare a casa con me per essere letta. Il tempo si svuotava e l’indispensabile, il necessario, l’essenziale, era tutto lì, nelle mie mani seduta su quel sgabello mentre il brusio del mondo attorno scompariva.

Eccolo lì, l’amore primordiale, creatore, il sentiero che ti porterà sempre all’origine ovunque tu sia, qualunque sia il tuo destino, non importa quali forze ti abbiano trascinato lontano, quel legame ti fa tornare, è lui il ritorno. Le priorità si sgretolano, le sicurezze diventano inutili davanti al tempo che scorre e che non tornerà mai sui suoi passi. Lo scrittore in questione lo sa bene e mi trascina in questo ossequio a una figura della quale ci accorgiamo spesso troppo tardi, quando il tempo inizia a scorrere velocemente, troppo velocemente, come quel buco della clessidra che diventa immenso quando i granelli che stanno in alto, sono diventanti così inesorabilmente pochi.

Romain Gary dona raffinatezza e profondità, semmai potesse essere possibile, a quellamore senza eguali che solo una madre conosce e sa dispensare.

Creature potenti, dai poteri quasi magici, non esenti nemmeno loro però, da quelle ineffabili sfumature e ferite, che un amore così grande, può elargire.

Un inno alla madre, a tutte le madri, a quellamore che sa creare ma non è privo di distruzione, a quelle madri e a quel sentimento che ci trascina in salvo nellimprevedibilità dei nostri destini, che siano ricordo o presenza, sono ciò che più ci lega alla vita e che non lasciamo andare nemmeno nel momento della nostra morte.

Non si possono accusare di troppo amore anche quando quellamore sbaglia, anche quando opprime o quando fa malesono madri, e la loro promessa è la vita che ci fa battere il cuore.

Una prosa toccante, forte, che accompagna il lettore e fa scivolare sulle pagine secoli di un sentimento che non ha eguali.

Sono creatrici, salvatrici, amazzoni, guerriere, soldati eterni, instancabili, protettrici, sono tutto ciò che di più selvaggio, naturale, elevato e possente un essere umano possa essere.

Ci danno al mondo e faranno di tutto per donarci ciò che di meglio vi si trovi.

Supereroi dal cuore immenso, con la corazza invincibile, dellamore.

Vi consiglio questa letture fra le lacrime, ogni parola è ferita e guarigione, è consapevolezza e perdono, Romain Gary ci lascia in eredità una letteratura che va vissuta sulla pelle, riconosciuta e amata.

Buona lettura folks!