Premio Strega 2021: vince Emanuele Trevi con “Due vite”

Con Due vite, edito da Neri Pozza, Emanuele Trevi si è aggiudicato la LXXV edizione dell’ambito Premio Strega. Lo scrittore romano conferma le previsioni della vigilia, e con 187 voti batte Donatella Di Pietrantonio con Borgo Sud (Einaudi), ferma a 135 preferenze, e Edith Bruck, terza con 123 voti per Il pane perduto (La nave di Teseo). Quarto posto per un’altra romana, Giulia Caminito, che si ferma a 78 preferenze con L’acqua del lega non è mai dolce (Bompiani), anticipando Andrea Bajani, quinto con Il libro delle case (Feltrinelli), che ha totalizzato 66 voti.

Una vittoria che ripaga, in parte, la delusione vissuta da Trevi nel 2012, quando per soli due voti il suo Qualcosa di scritto. La vita quasi vera di un incontro con Pier Paolo Pasolini (Ponte alle Grazie) dovette cedere il successo finale ad Alessandro Piperno, in gara con Inseparabili: il fuoco amico dei ricordi (Mondadori).

L’annuncio della classifica finale, in diretta su Rai3, è stato contraddistinto per il secondo anno dalle note restrizioni causa Covid, ma a differenza dello scorso anno, quando il tavolo della giuria e la celebre lavagna erano stati spostati sulla balconata dello storico Ninfeo di Villa Giulia, quest’anno si è tornato nel giardino, ma senza la storica e vivace folla che animava le precedenti edizioni del premio.
A presiedere il seggio è stato Sandro Veronesi, vincitore dello scorso anno con Il colibrì (La nave di Teseo): ad esprimere il proprio voto sono stati 589 dei 660 aventi diritto.
La giuria è composta dai 400 Amici della Domenica, il gruppo storico di votanti formato da personalità del mondo della cultura, e dai 240 votanti tra i lettori all’estero scelti dai 30 Istituti italiani di cultura, i “lettori forti” scelti dalle librerie indipendenti e i voti collettivi espressi da scuole, università e gruppi di lettura, tra i quali i circoli istituiti dalle Biblioteche di Roma.
Sono entrati quest’anno a far parte del gruppo degli Amici della Domenica numerosi scrittori, tra i quali Daniele Mencarelli, Premio Strega Giovani 2020.

Lo scrittore ha dedicato la vittoria del Premio Strega 2021 alla madre, venuta a mancare “durante questo periodo infernale della storia umana, che si sarebbe divertita a vedere questa storia in televisione, perché amava tutte le gare, da X Factor a Sanremo. Mi dispiace moltissimo, perché l’altra volta è rimasta malissimo che avevo perso”, ha commentato a caldo Emanuele Trevi, “e poi a un amico, una persona molto familiare al Premio Strega che è un grande fotografo amico di Hemingway, Lorenzo Capellini che è in un momento di difficoltà e mi è stato vicino fino a qualche giorno fa, nel pieno di questa avventura. Ora è in ospedale. Il mio pensiero va a lui, grande amico di Moravia e Parise. Stavamo lavorando assieme a un libro su parco dei Daini a Roma, vicino Villa Borghese e spero sia di nuovo in forma e possiamo finire questo progetto”.

La vittoria di Emanuele ci pare importante e ci rallegra per tre ragioni fondamentali”, ha dichiarato il direttore editoriale di Neri Pozza, Giuseppe Russo, “La prima concerne il Premio stesso. L’esito di questa edizione accresce, infatti, l’insostituibile ruolo che il Premio Strega ha nella costruzione di un canone della nostra letteratura, poiché, nell’albo d’oro del concorso, il nome di Trevi va certamente ad aggiungersi a quello degli scrittori le cui pagine sono già parte integrante della storia della nostra letteratura. La seconda ragione concerne Trevi stesso. La sua vittoria rappresenta un prestigioso e meritato riconoscimento per uno scrittore unico nel panorama della letteratura italiana contemporanea, un autore capace di unire profondità di temi a limpidezza e bellezza di stile. La terza riguarda Neri Pozza. È per me motivo di particolare gioia e, oserei dire, di orgoglio che Trevi abbia vinto con Neri Pozza, una casa editrice storica dell’editoria italiana che, sin dal secondo dopoguerra, ha contribuito non poco all’affermazione di autori che hanno scritto la storia della letteratura italiana”.

Le “due vite” che Trevi racconta nel suo omonimo lavoro, sono quelle di Pia Pera e Rocco Carbone, suoi amici e colleghi, entrambi scomparsi in giovane età: lei un’erudita slavista, scrittrice e traduttrice, morta nel 2016 a 60 anni per una grave malattia; lui morto otto anni prima, a solo 46 anni, per un incidente stradale con la moto.

Per acquistare il libro vincitore su IBS.it clicca qui.
Per acquistare il libro vincitore su laFeltrinelli.it clicca qui.
Per acquistare il libro vincitore su Libraccio.it clicca qui.