Prima persona singolare

di Raffaele Calvanese *

L’ultima pubblicazione di Haruki Murakami è una raccolta di racconti intitolata “Prima persona singolare”. Il libro è edito, come sempre, da Einaudi, e tradotto da Antonietta Pastore e ha come filo conduttore proprio il punto di vista suggerito dal titolo.

Approcciandosi alla lettura degli otto racconti è inutile andare a caccia di trovate mirabolanti, di colpi di teatro o di trame articolate. Quello che invece si prova, man mano che si avanza nella lettura della raccolta, è un senso di pace.
La scrittura del grande autore Giapponese infatti ha la capacità di portare il lettore in una dimensione perfetta per provare a connettersi con il messaggio insito nelle storie. Attraversare i racconti di Prima persona singolare, in qualche modo è come arrivare sopra le nuvole in fase di decollo, dove si neutralizzano gli agenti atmosferici e si può trovare uno spazio bianco su cui costruire una storia.

Le storie sono, o sembrano essere (non ci interessa qui capire quanto ci sia di vero o di artificioso in questi racconti), episodi realmente accaduti, nel corso della vita dello scrittore. Il punto di vista infatti è sempre quello dell’autore che racconta avvenimenti risalenti alla sua gioventù (With the beatles o La crema della vita) o anche di periodi successivi come ad esempio Carnaval o Su un Cuscino di pietra.

Tutte le storie sembrano essere ammantate di un certo fatalismo che ci fa imbattere in avvenimenti tragici come il suicidio o della scomparsa dalla vita dell’autore di persone importanti per brevi lassi di tempo, ma tutto ciò succede senza particolari traumi, come se a differenza dell’approccio del lettore o anche dello scrittore occidentale queste cose possano succedere normalmente nella vita delle persone senza starci troppo a ricamare su. Succedono e basta.

Spesso arrivati all’ultima pagina del racconto la trama non trova una soluzione perché non è tanto quello che interessa a Murakami quanto portare il lettore altrove. Un altrove che è prima di tutto un approccio alla vita altro, che è poi un luogo altro (quasi tutti i racconti sono ambientati in Giappone) un altrove che è parente stretto del sogno, un territorio dove il vero ed il fantastico si compenetrano rendendo i confini molto sfumati.

Altra grande protagonista della raccolta è la musica che permea alcuni dei racconti migliori, vedi alla voce Charlie Parker plays Bossa Nova, With The Beatles e Carnaval. A fare da contraltare alla passione musicale c’è la poesia che è il perno di altri due racconti degni di nota come quello che apre la raccolta e Antologia poetica per gli Yakult Swallows.

Prima persona singolare è un viaggio fatto di flashback e flash forward effettuati ad una velocità tutt’altro che supersonica, la tabella di marcia ideale per potersi calare appieno nel mondo di Murakami che in questa raccolta ci appare più vivo che mai.

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* Raffaele Calvanese, speaker radiofonico e giornalista musicale, si è laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Orientale di Napoli. Nel 2019 ha pubblicato il suo primo libro “Di che cosa Parla veramente una Canzone” (Scatole parlanti). Dal 2011 al 2016 ha collaborato con Radio Prima Rete, a Caserta, dove ha condotto The Otherside, programma da lui ideato. Dal 2017 va in onda su New Radio Network dove intervista le realtà musicali emergenti della Campania. Scrive per le riviste “Oca Nera Rock”, “Inside Music” e “ShockWave Magazine”. Figura tra i collaboratori di “Poetarum Silva”, rivista online dedicata alla narrativa e alla poesia.