Di ricordi nella pancia. 30 anni di Modena City ramblers

Esce il prossimo 7 maggio “E alla meta arriviamo cantando. Le storie, i viaggi, la musica dei Modena City Ramblers” un libro per narrare i 30 anni della band emiliana scritto da Franco D’Aniello, uno dei fondatori.

“Franco usa la penna come il flauto irlandese, con arte e bravura: e i suoi racconti, tra la via Emilia e il Guatemala, tra il Che e don Ciotti, sono una ballata salgariana, in un oceano di ironia, incontri, suoni e bellezza. In viaggio con i Modena City Ramblers, scopriamo la magia segreta della musica, la meraviglia delle sorprese, delle attese, delle emozioni. Ecco pagine capaci di farci sorridere, emozionare, commuovere in un infinito canto sospeso tra memoria e avventura. Un libro che ti viene voglia di rileggere così come riascolti, all’infinito, la canzone del cuore” scrive Darwin Pastorin.

I MCR hanno suonato a Plaza de la Revolución a Cuba e nel deserto del Sahara, hanno portato la loro musica tra i dimenticati del mondo e fatto ballare migliaia di persone nelle piazze d’Italia, hanno collaborato, tra gli altri, con Luis Sepúlveda, Bob Geldof, Francesco Guccini, Goran Bregovic´. Dopo trent’anni di musica, viaggi e avventure insieme, Franco D’Aniello, fondatore dei Modena City Ramblers, racconta per la prima volta la loro storia.

Noi, che eravamo emiliani, cresciuti nella rossa opulenta Emilia, che provavamo a fare un po’ i ribelli, un po’ gli irlandesi, ma che poi la domenica non rinunciamo ai tortellini, perché non sia mai che la rivoluzione la facciamo a pancia vuota.

“Sono trent’anni che vado in giro per l’Italia e il resto del mondo a suonare con i Modena City Ramblers. Centinaia di palchi, milioni di chilometri in macchina, un’ernia al disco, migliaia e migliaia di persone conosciute, di strette di mano, qualche birra ogni tanto, e musica, tanta. L’idea di mettere in parole scritte tutte le emozioni, o se non tutte molte di esse, non è per vanità o voglia di mettermi alla prova con qualcos’altro che non sia la musica. Credo che sia bello, o almeno così spero fortemente, pensare che tanti nostri fan, tanti amici che ci hanno seguiti in tanti anni possano condividere con me questi miei pensieri. Un po’ il dietro le quinte di una canzone, di un disco, del viaggio che magari ha proprio ispirato quella canzone. Per i Modena City Ramblers il viaggio non è mai stato fine a sé stesso. Rappresenta un momento importante dal punto di vista artistico e sociale. Come dice il titolo del nostro primo album, che abbiamo tradotto da un disco di Bob Dylan, Riportando tutto a casa, il viaggio non è il fine ma il mezzo perché la testa si apra totalmente lasciando entrare esperienze, visioni, rumori, suoni, profumi che poi diventano canzoni. Tutto quello che ho visto e sentito in questi anni è ancora vivo nella mente, nel cuore, nella pancia.”

Franco D’Aniello è flautista e cofondatore dei Modena City Ramblers. Prima di diventare musicista professionista è stato allenatore di calciatori pulcini, di cui uno ha vinto il Mondiale. Di fede bianconera da sempre in attesa di una Champions, è appassionato di freccette, come della sua squadra del cuore modenese di pallavolo. Uno dei pochi a cui piacesse suonare il flauto dolce alle scuole medie, ha interpretato un soldato nordista flautista nel film Gangs of New York di Martin Scorsese, per il quale ha eseguito due brani della colonna sonora. Nel 2019 ha suonato con i Jethro Tull, coronando il suo sogno di ragazzino alle prese con il flauto traverso. Una passione che l’ha portato con i Ramblers in giro per il mondo a suonare combat folk con un tin whistle.