Urania Natale: viaggio alla scoperta dei numeri speciali pubblicati sotto l’albero

Per molti anni la fantascienza, e nello specifico la collana Urania, è stata uno degli appuntamenti fissi durante le feste natalizie, per i lettori appassionati del genere.

Durante le varie trasformazioni di grafica e di formato, lo speciale natalizio è stato più volte un punto fermo della collana di casa Mondadori: in un breve viaggio nel tempo, ripercorriamo i volumi che hanno segnato maggiormente il periodo delle festività che ci accingiamo a vivere.

Per trovare in edicola il primo numero speciale interamente dedicato al Natale si è dovuto attendere più di dieci anni dalla nascita della collana: era il 16 dicembre 1962, infatti, quando venne pubblicato il numero 297, con all’interno il famosissimo romanzo di Frederik Pohl e Cyril Michael Kornbluth dal titolo I mercanti dello spazio. Nel volume erano presenti anche tre racconti di Frederic Brown e sei racconti dei lettori, mentre sulla copertina al classico rombo in alto a sinistra ne erano stati aggiungi altri due, per pubblicizzare ancor meglio il contenuto di quel numero speciale.

Il volume natalizio dell’anno successivo rappresenta uno dei più rari e ricercati dagli appassionati e dai collezionisti di Urania: si tratta del famoso 323bis, che contiene le strips dell’omino preistorico B.C., nato dalla matita Johhny Hart. Ma cosa rende così introvabile questo volume? I motivi sono probabilmente da ricercare nella tiratura più bassa delle altre uscite di Urania, e nel fatto che molti appassionati dell’epoca lo snobbarono, non acquistandolo, visto il diverso formato il contenuto sicuramente di rottura.

Nel 1964, ovvero due anni dopo il debutto dello speciale a tema natalizio, arrivò il primo vero e proprio Urania Natale: era il numero 363 dal titolo Fantastrenna, con all’interno tre racconti di Poul Anderson e Gordon R. Dickson e il romanzo si James G. Ballard dal titolo Equinozio. Completavano il volume, oltre ad una importante sezione di B.C. e numerosi contenuti inviati dai lettori, il racconto di Robert Sheckely intitolato Oracolo e quello di Fredric Brown Il video ci guarda.

Urania Natale uscì nuovamente anche nel 1965, con all’interno il romanzo Mondo di donne di Charles Eric Marine e Il sostituto di Bruce W. Ronald, mentre l’anno successivo Ed egli maledisse lo scandalo di Mack Reynolds era il pezzo forte del numero 415.

Nel 1967 arrivò Fantalmanacco, ovvero un’antologia di sei racconti, quattro dei quali firmati ancora da Reynolds e due da Keith Laumer: questo volume, il 477, rappresenta l’ultima uscita natalizia per un periodo di ben quattordici anni.

Si deve arrivare, infatti, al 1981 per tornare a trovare un nuovo numero targato Urania Natale: si tratta del 908, pubblicato con la livrea argentata, contenente un romanzo e dieci racconti di James G. Ballard: il primo è Ultime notizie dall’America, seguito da Ora Zero, I saccheggiatori di tombe, Amplificazione, Passaporto per l’eternità, Il tempo si guasta, Controtempo, UFO da Venere, Mattatoio, Un pomeriggio a Utah Beach e Zoom in 60 minuti.

Per i tredici anni consecutivi, Urania Natale arrivò in edicola sempre vestito d’argento, e sempre alternando al suo interno un romanzo intero alle già viste antologie: vennero pubblicati alcuni capolavori unici come La prova del fuoco (1983) e Orion (1986) di Ben Bova, Il vento è cambiato di Isaac Asimov nel 1984, ai quali seguirono due raccolte curate da Donald Wolheim, Destinazione Spazio (1990) e Destinazione Spazio 2 (1991), ovvero il meglio della science fiction apparsa negli Usa e in Inghilterra in quello stesso anno.

Nel 1995 vene nuovamente proposto un Urania con la copertina bianca, per l’ultima pubblicazione, finora, che vede la parola Natale accanto al nome della collana: si tratta del numero 1273 dal titolo Fantashow, un’articolata antologia con ben diciannove racconti all’interno. Il volume è suddiviso in tre sezioni: nella prima, intitolata Un gioco di specchi, vi sono dieci storie che, oltre ad essere pura SF, parlano anche di SF; nella seconda, I migliori anni della nostra vita, si trovano i racconti di grandi autori come Bradbury, Reed, Steele e Duchamp; nell’ultima sezione, Italiana, due racconti, di cui uno firmato da Franco Forte, che nel 2018 sarebbe diventato curatore della collana, e uno di Pierfrancesco Prosperi.

L’ultimo volume “natalizio” da segnalare è il 1377, uscito il 19 dicembre 1999, ovvero l’ultimo Urania nel vecchio secolo: sull’onda emotiva del cambio di data più simbolico della storia recente, tredici grandi autori della SF venivano raccolti all’interno di un volume per cercare di comprendere come il 2000 fosse stato immaginato nei decenni scorsi. Un modo, questo, per verificare quanto a volte le proiezioni del futuro fossero state geniali e quando profetiche, in quell’incessante corsa, che spesso la fantascienza intraprende, nel prevedere come possa essere e cosa possa riservare il futuro.