Una comune favola di migrazione: “Il rosso e il blu” di Luca Giommoni

Le favole raccontano spesso di cose spaventose: sono storie dell’orrore, sì, ma presentate con la semplicità e la trasparenza del meraviglioso. È così che possono apparire spiragli di luce e occasioni di salvezza. Luca Giommoni, con il suo romanzo d’esordio Il rosso e il blu, pubblicato da Effequ lo scorso 20 novembre, racconta una favola per adulti tragicamente segnata dalla contemporaneità ma con lo sguardo rivolto al futuro.

Makamba se la cava con il francese, parla un po’ di mandinga, di arabo, di hausa, di berbero, di inglese e, come in ogni favola che si rispetti, occasionalmente parla anche con gli animali. Convinto che insieme alla temperatura dell’acqua si potrebbero aggiustare gli equilibri del mondo, intraprende un viaggio che dal Mali lo porta a percorrere grandi distanze: finisce così per approdare in Italia. Valerio lavora nel Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) Arcobaleno: insieme a Makamba si trova a salire sulla folle giostra delle infinite contraddizioni del nostro paese. Il registro fiabesco si mescola qui a quello kafkiano e brutale dei verbali e dei regolamenti, insieme alla narrazione sincera e scomoda del mondo dell’accoglienza. L’autore, che ha conosciuto la realtà dei CAS grazie alla sua esperienza di operatore, testimonia luci e ombre di queste strutture e delle figure che ci lavorano, con sguardo lucido ed empatico, sempre partecipe.

La storia di Makamba si intreccia così con quelle delle persone che incontra, le quali, ciascuna a suo modo, cercano di dare un senso e un nome alle proprie esperienze. Resta centrale il delicato equilibrio delle relazioni, sempre esposte ai rischi del paternalismo e del cinismo e che, sempre, richiedono di mettere in discussione sé stessǝ.

A forza di girare pomelli rossi e blu per ottenere acqua tiepida ovunque vada, Makamba cerca di cambiare il mondo. Un tentativo donchisciottesco forse, ma lo sono altrettanto le fantasie e le convinzioni delle persone che lo accompagnano nel suo viaggio, a testimonianza della disarmante fragilità che, davvero, accomuna tutti. Sostiene i personaggi la speranza che, come disse Umberto Eco: «A immaginare altri mondi si finisce per cambiare anche questo». Le storie per bambini dimostrano che i mostri, per quanto spaventosi, si possono sconfiggere. Sono proprio gli adulti, oggi, ad avere più bisogno di capirlo di nuovo.

«Questo mondo ha bisogno di storie e di qualcuno che ci creda, che ci creda veramente. Nei tuoi occhi non c’è rancore o disprezzo per quello che ti sto costringendo a fare, per la lontananza che ti sto affidando, e questa è l’unica cosa che mi dà speranza, che mi consola, che mi fa pensare di essere stata una brava madre»

L’AUTORE

LUCA GIOMMONI (Cortona, 1985) è insegnante di italiano per stranieri. Ha lavorato sia in scuole private che in associazioni no profit. Negli ultimi anni ha svolto anche il ruolo di operatore in un centro di accoglienza straordinaria. Suoi racconti sono stati pubblicati su numerose riviste, tra cui «Effe – Periodico di Altre Narratività», «Pastrengo», «L’Indiscreto» e sul «Corriere della Sera»