L’estate della mia rivoluzione. Un libro da leggere e “accogliere”

di Paquito Catanzaro*

Un romanzo d’esordio davvero interessante. “L’estate della mia rivoluzione”, il libro di Angelica Grivel Serra edito da Mondadori, è una storia piacevole e ricca di spunti di riflessione.
Protagonista di un romanzo di formazione quanto mai contemporaneo è Luce, una diciassettenne che racconta la sua vita in un momento di grandi cambiamenti. Un mutamento che riguarda non solo il corpo ma anche e soprattutto gli affetti, la convivenza col dolore e le decisioni che possono cambiare la vita. Una storia nella quale non è poi così difficile immedesimarsi, perdendosi in qualche ricordo familiare che strappa più di un sorriso durante la lettura.

“Figlia d’anima” – come ama definirsi – di Michela Murgia, Angelica Grivel Serra è una ragazza con le idee molto chiare, come dimostrato in questo romanzo, e con spiccate doti comunicative, un’autentica risorsa nell’epoca dei social.
«Il rapporto coi followers» dichiara «è importante ma non apicale. Mi piacciono le relazioni a tu per tu, di natura personale; mi piace che qualcuno mi legga per poi riferirmi una spassionata opinione. Amo i confronti e il dialogo, cosa che non sempre i social possono garantire, ma ne riconosco il valore di diffusione massiva».
Per il momento la risposta dei lettori è quanto mai positiva, merito anche di una storia che appassiona e per la quale l’autrice ha attinto dalla propria vita privata. «Tanto di me» prosegue «è nel libro, ma in una forma che si riverbera ormai in una me non attuale. Potrei insomma essere io, senza esserlo più: credo nel divenire e so di aver cristallizzato nel romanzo uno spicchio di vita legato alla mia età di allora, a quello che è il tempo dei diciassette anni di Luce».

Venendo alla trama: nonostante la giovane età la protagonista è costretta a fare spesso i conti col dolore. Come si fa a reagire alle difficoltà e al lutto senza lasciarsi travolgere dagli eventi? «Uno dei mantra di cui ho tracciato il tatuaggio nell’anima è grace under pressure, riesumando Hemingway. Credo nell’affermazione della fragilità, quando si mantiene salda, a ritmo anche di lacrime, se necessario. Non amo l’ostentazione di una forza costretta o non autentica. Per il resto, persisto».
Un libro uscito subito dopo il lockdown e che, pian piano, sta facendosi apprezzare. Ma cosa si aspetta Angelica da questo romanzo? «Le aspettative sono edifici aurei all’esterno, la cui struttura interna sovente è viceversa vuota o addirittura decadente. Ho imparato a distanziarmene. Piuttosto, sogno per lui e agisco in modo che il sogno si coroni di una dimensione progressivamente più concreta. Vorrei solo che il mio libro venisse letto appieno. E accolto. Con tutto quel che implica questa parola».

* Paquito Catanzaro lavora come addetto stampa della casa editrice Homo Scrivens e come insegnante di ludoteatro in una scuola materna. Coordina il blog Il Lettore Medio e ha una passione smodata per le figurine dei calciatori Panini. Ha pubblicato tre romanzi e una raccolta di racconti sul calcio.