Diego Galdino: la sua Storia straordinaria

di Paquito Catanzaro*

Un porto sicuro. Un romanzo di Diego Galdino è l’approdo ideale per gli appassionati di letteratura sentimentale.
E pure stavolta lo scrittore romano non delude le aspettative regalando Una storia straordinaria, titolo – tutt’altro che casuale – del suo nuovo libro edito da Leggereditore.
Luca e Silvia sono due giovani in cerca di riscatto dopo che la vita ha dato loro qualche dispiacere. Luca ha perso la vista; Silvia, dopo un’aggressione, si è chiusa dentro di sé.
Sarà il destino, o forse solo il caso, a farli incontrare. Cosa succederà?
Al lettore il compito di scoprire una storia «nata una mattina d’estate durante una passeggiata al Giardino degli aranci sull’Aventino con le mie figlie. Seduto su una panchina ho chiuso gli occhi per qualche secondo, chiedendomi cosa avrei fatto se improvvisamente mi fosse stata tolta per sempre la possibilità di guardare le persone che amo, Roma, i film. Ho proiettato il dopo nella vita di Luca il protagonista della storia».
Tra i protagonisti della storia pure Roma, una città che offre molteplici spunti ma che va pure “tenuta a bada” per evitare che rubi spazio ai protagonisti. Come si fa? «Il segreto è rendere Roma una protagonista della storia al pari dei personaggi. Raccontando la come fosse una persona, che sente, che parla, che tocca, che ama».
A proposito di persone che amano, come sono nati Luca e Silvia? «Ho immaginato che Luca fossi io. Mi sono immedesimato nel personaggio cercando d’interpretarlo come avrebbe fatto un attore in un film, pensando a Tom Hanks in Philadelphia. Per scrivere di Silvia, invece, ho pensato alle mie figlie, a quanto sia difficile non poter stare loro vicino per proteggerle ogni momento. Così ho pensato di affidarle a Luca, l’uomo giusto per adempiere – nella mia fantasia – a quello che non posso fare io nella realtà».

Un libro uscito in pieno lockdown. Nonostante il momento difficile, Galdino ha promosso il libro attraverso i social e una rubrica seguitissima su Instagram. «Nonostante il romanzo abbia pagato gli effetti negativi della pandemia, ho avuto la possibilità d’interagire attraverso i social diventati fondamentali in questo periodo per non farci perdere il contatto con i lettori».
I loro feedback, pure stavolta, sono molto positivi, tuttavia è lecito chiedere all’autore: cosa si aspetta da questo romanzo? «Vorrei solo che più persone possibili abbiano la possibilità di sapere della sua esistenza, perché credo sia una storia che meriti di essere letta. In fondo “Questo libro sta a me come Il ciclone a Pieraccioni”».

* Paquito Catanzaro lavora come addetto stampa della casa editrice Homo Scrivens e come insegnante di ludoteatro in una scuola materna. Coordina il blog Il Lettore Medio e ha una passione smodata per le figurine dei calciatori Panini. Ha pubblicato tre romanzi e una raccolta di racconti sul calcio.