Liberi Inizi: “Alberto racconta Sordi” a cura di Maria Antonietta Schiavina

Si celebrano oggi i cento anni dalla nascita di uno dei più grandi attori italiani dell’ultimo secolo, Alberto Sordi, e per l’appuntamento di questa settimana con la rubrica Liberi Inizi vi proponiamo l’incipit di Alberto racconta Sordi, a cura di Maria Antonietta Schiavina, edito da Mondadori.

La casa di famiglia. Le sorelle. La fede. Gli amori. La beneficenza. Castiglioncello. L’antiquario mancato (per fortuna). Avaro chi? A un passo dall’altare. La sacra pennichella. Silvana Mangano. La radio e il compagnuccio della parrocchietta. I film realizzati e quelli mancati. La voce di Ollio. Federico Fellini. Katia Ricciarelli e Andreina Pagnani. Dentone e la commedia all’italiana. La tv che zozzeria. L’ossessione di esibirsi. Il successo. Il romanesco nei dialoghi. Apprendista portiere a Milano. C’è tutto questo e molto altro ancora nelle chiacchierate fra Alberto Sordi e Maria Antonietta Schiavina, che le ha registrate e trascritte. L’impareggiabile Albertone nostro, patrimonio dell’arte mondiale e fenomeno del cinema italiano, scelse una brava e affidabile giornalista milanese per lasciarsi andare a una serie di confidenze, che lette oggi hanno il sapore di un testamento intimo e artistico. Sordi racconta tutto “senza pudore ma con l’obbligo della discrezione”. Racconta della sua meravigliosa famiglia, che solo il tempo riesce a sbriciolare e da cui non vorrà mai separarsi. Racconta di una Roma incantata e di un’Italia piena di speranza in cui lui già bambino si fa notare per le incredibili doti canore. E poi gli amori: tanti, romantici ed elegantemente sottratti alla becera fame di scoop dei rotocalchi dell’epoca. I rapporti belli e artisticamente fruttuosi con gli altri grandi della sua epoca, da Fellini alla Mangano, a De Sica. I successi dei suoi film che sono pietre miliari della cultura popolare italiana. E ancora tante riflessioni private sui temi dell’esistenza, la fede, la morte, l’amore per gli italiani, tutti argomenti che lui stesso ha descritto al cinema come nessun altro mai.

Ecco l’inizio del libro.

Le donne, l’amore, i figli, i rimpianti

So che la gente vorrebbe conoscere più di ogni cosa le storie e i segreti dei miei amori, scoprire trame da film e figli segreti. Ed è proprio partendo da questo argomento che voglio incominciare a raccontarmi, cosa che fino a oggi hanno fatto gli altri, spesso inventando amori mai esistiti, che io non ho mai smentito perché la fatica di fare polemica sarebbe stata troppa per il mio carattere. Un carattere che, a parte la forza e la passione che mi ha incitato a mettere nel lavoro, per quanto riguarda i gossip, mi ha suggerito ogni volta: «Bbono, stai bbono. Lasciali parlà, che la fatica la fanno loro mica tu».
Le donne mi sono sempre piaciute, non lo nego. Ma ho provato l’innamoramento, senza crisi, sempre con calma. Il sentimento, il fatto di scoprire, di vedere, di stare insieme. La testata no, perché con quella si perde anche il piacere, il gusto: è sofferenza e basta.
La mia discrezione in fatto di amicizie, avventure, amori, ha suscitato sempre una grande curiosità. E ancora adesso, che ho un’età in cui non dovrei destare sospetti, mi si attribuiscono storie di ogni genere, come se il mio tempo lo dovessi passare soltanto ad accaparrarmi un’appartenente al gentil sesso. Vorrei sfatare una volta per tutte la mia fama di scapolone mandrillo che considera le donne solo una terra di conquista, perché questo non trova spazio nella mia educazione, che è soprattutto fatta di rispetto per il genere umano.
Ho nutrito e nutro tuttora per le donne grande stima anche sul piano professionale. Hanno uno spirito di sacrificio maggiore di noi uomini, sono più tenaci, più fantasiose, con un gusto diverso: molto più raffinato. Non per niente quasi tutti gli scenografi e i costumisti sono “mezze donne e mezzi uomini”. Tanto che un tempo nell’ambiente dello spettacolo girava la battuta: «Un mese che è frocio ed è già costumista». I grandi stilisti, infatti – a parte forse Ungaro o qualcun altro –, pendono tutti da “una certa parte” e, secondo me, odiano così tanto le donne da farle dimagrire fino al disgusto. Sia chiaro, io non ho niente contro gli omosessuali e non giustifico chi li prende in giro o addirittura li offende. Da che mondo è mondo gli omosessuali ci sono sempre stati, solo che una volta occultavano la loro natura e adesso invece non solo la mostrano, come sarebbe loro diritto, ma in certi casi addirittura la ostentano, involgarendo senza motivo una tendenza che fa parte del loro intimo e che non deve sembrare una moda. Ai miei tempi rivelare la propria omosessualità era tabù e, a quelli del fascismo, gli omosessuali venivano mandati addirittura al confino o, peggio ancora, al manicomio, perché amare uno dello stesso sesso era reato e chi c’aveva il “difettuccio” era un disgraziato, preda di cattiverie di ogni genere.