DA OGGI 19 LIBRERIE LIBRACCIO TORNANO AD APRIRE, PARLA L’AD SCIOSCIA

La catena Libraccio riaprirà 19 punti vendita nelle prossime ore. Sono invece 30 le attività sospese in Lombardia e Piemonte.

Edoardo Scioscia, Amministratore Gruppo Libraccio commenta così la decisione:

Libri che curano l’anima. Quante volte abbiamo sentito questa retorica nel nostro piccolo mondo? Quante volte abbiamo esaltato il ruolo sociale e culturale dei Librai? Il nostro lavoro fantastico che ci permette di vendere storie, emozioni, libri che aiutano i bambini e gli adolescenti a crescere e a formarsi, libri su cui avviene lo studio di arti e mestieri. Quante volte abbiamo chiesto allo Stato di riconoscere il ruolo educativo insito nella diffusione dei contenuti? Quante volte abbiamo richiesto Leggi che tutelassero il difficile mercato dell’Editoria?

Oggi avviene che un Ministro, che ha sempre mostrato sensibilità nei confronti della nostra professione, insieme al Governo del Paese ci dà la possibilità di rendere concreta la nostra condivisa retorica.

Siamo commercianti e non missionari che vendono un bene essenziale e come tutti i beni essenziali in vendita in questo drammatico momento del Paese, per essere venduti necessitano di uno spirito di servizio verso la comunità, uno spirito di servizio consapevole che metta al centro del progetto la salute di chi deve operare nei commerci e la salute di chi deve recarsi nelle librerie.
Le attività che non sono state sospese in questo periodo hanno ricevuto i parametri di sicurezza cui fare riferimento da parte del Governo. Si tratta di misure ragionevoli ed equilibrate non difficili da realizzare.

Tutte le misure di sicurezza saranno prese nei punti vendita che andranno ad aprire, così come da settimane avviene nei negozi di generi alimentari e in tutti quelli fino ad oggi autorizzati fra i quali farmacie, ottici, ferramenta, venditori di strumenti informatici e quant’altro.

I librai che lavorano nelle librerie hanno un’esposizione a rischi molto contenuta se si osservano le regole di sicurezza e igiene stabilite con precisione dalle Autorità. Lo stesso rischio cui incorrono i magazzinieri e chi lavora in genere. L’igiene dei libri, come di tutte le merci in commercio, non è dissimile. Abbiamo consigliato ai nostri librai di diminuire la densità fra presenza di operatori e clienti e metri quadri. Pensiamo più opportuno un rapporto di 3 persone per 70mq contro il rapporto 3 persone 40mq autorizzato nelle nuove direttive.

Certo in una prima fase il mestiere sarà più votato al servizio che non al consiglio. L’art 1 comma dd del Dcpm del 10 aprile è chiaro: il lettore non potrà girare fra gli scaffali dovrà limitarsi all’essenziale.

Si tratta di una misura di rispetto verso gli altri, librai e lettori, facile da comprendere. I lettori che dovranno attendere, fuori dal punto vendita, comprenderanno il momento.

La mancanza temporanea di invii di novità o la mancanza della presenza dei promotori nelle librerie non dovrebbe essere un problema per i Librai che hanno sempre valorizzato l’assortimento della propria proposta differenziandosi ad esempio dai reparti libri dei supermercati votati alla presenza delle novità e con pochi titoli. Vogliamo essere vicino ai lettori sì, ma in particolare come da nostra vocazione primaria, alle famiglie che stanno affrontando il tema della scuola a distanza e potranno trovare libri di scuola, cartoleria e letture indicate dai professori.

Se torniamo per un momento alla missione consapevole che ci disegniamo, la riapertura della libreria è un onore da assumere insieme agli oneri. Prendiamo spunto dai cartolai e dalle loro Associazioni Confcommercio e Confesercenti che salutano con soddisfazione consapevole il ritorno, anche se parziale, all’attività.

Attendiamo fiduciosi che il Governo valuti lo stato di crisi del settore individuando le forme di sostegno senza le quali sarà molto difficile, se non impossibile, risollevarsi.
Nel frattempo, non stiamo a guardare e rimbocchiamoci le maniche.

Foto: Yuma Martellanz