Il mio esordio con un editore vero. Esce domani il primo libro di Sara Ceracchi che ci racconta in anteprima le sue emozioni.

di Sara Ceracchi

Un esordio presuppone che poi venga un seguito? Ci si aspetta che io poi scriva altri libri? È una domanda che faccio a me stessa, così, per iniziare a scrivere questo testo: non so se esordire significa dover continuare per forza, ma sì, credo che continuerò, e di certo non per forza.
Felici e Contenti doveva essere un volume disperso nel mare degli scritti autoprodotti su Amazon: sapete, Amazon mette a disposizione l’opportunità di autoprodursi dei libri, scegliendo il prezzo, facendosi la copertina da soli, tutto da soli. Ora, la cosa potrebbe essere un giochetto divertente, anzi lo è, perché gli strumenti di pubblicazione stimolerebbero la creatività anche a un termosifone, ma in una prospettiva più a lungo termine bisogna tenere in considerazione che più ci si trova al centro del mare più è difficile arrivare a riva.
Voglio dire che, per lo meno in Italia, i libri stampati da una casa editrice vantano una piccola possibilità in più di emergere (parlo ovviamente di case editrici serie, non quelle che “inviaci il tuo manoscritto più 80.000 € e potrai veder pubblicato il tuo romanzo”), quindi la telefonata che ricevetti una sera di metà novembre fu davvero qualcosa di bello. Matteo Chiavarone, il direttore editoriale nonché fondatore della Ensemble, mi invitava a spedirgli il mio manoscritto: ricordo nella sua voce il tono scettico di chi è sicuro di prendere un granchio, se non altro perché gli ero stata suggerita da una nostra amicizia comune – un altro scrittore Ensemble -, e non perché per qualche merito letterario precedente lui mi avesse scovata e chiamata. Ero una sorta di raccomandata, via. Ciononostante, ricordo che quella sera ero felice, elettrica, eccitatissima. Mi misi subito a ricontrollare la mia bozza, vi inserii le illustrazioni che erano già pronte per l’edizione su Amazon e spedii tutto a Matteo quella notte stessa.

L'abbraccio dell'albero_Copertina

Furono due settimane lunghe una vita. Prevedevo di uscire su Amazon l’8 dicembre, perché il mio libro potesse essere un’idea regalo (sono molto più venale di quanto non sembri): mi ero già trovata un correttore di bozze, avevo già pagato la copertina a un grafico, avevo avviato una spietata pre-promozione su Facebook, era tutto pronto, ma mi trovavo nel dilemma se aspettare di vedere se avessi ricevuto un OK dalla casa editrice, o andare per la mia strada e pubblicare in tempo per il periodo “regali di Natale”. Decisi per un compromesso: se non uscirà per Natale lo farò uscire per San Valentino, Ensemble o non Ensemble.
Poi una sera, ricordo che era domenica, mi arrivò l’email più bella ricevuta in tutta la mia vita: “il libro ce l’ha un suo pubblico, penso proprio che lo pubblicheremo” mi scriveva Matteo. Da lì, una specie di favola, un sogno che si realizza dopo una vita intera.
Vedete, essere dei creativi può essere bello, ma non facile: io per esempio convivo da sempre con un eclettismo che – benché non qualitativamente elevato – non mi ha mai permesso di concentrarmi su un solo canale artistico. Sono laureata in Cinema, adoro realizzare cortometraggi e scrivere sceneggiature; faccio teatro, mi piace recitare, ma anche occuparmi di trucco, costumi e scenografia; disegno, molto, ed è anche questa una cosa che non potrei farmi mancare; mi piace la grafica digitale, ho realizzato piccoli cartoni animati in 2d, 3d e stop motion; poi adoro scrivere, tanto, tantissimo. Eppure di tutte queste cose non ho mai portato nulla ad un punto di eccellenza, proprio per la costante distrazione e necessità di sopperire a tutte le mie esigenze creative. Così, come lavoro “alimentare” tutto faccio tranne che l’artista creativa.
Poi finalmente un anno fa ho deciso, mi sono concentrata sulla scrittura, almeno per un po’, almeno per il tempo necessario a dare una forma definitiva a Felici e Contenti: questo mi ha permesso di capire che è proprio la scrittura il tessuto connettivo della mia creatività sparsa, se così non fosse non avrei investito tutte le mie energie per la nascita di questo libricino. Avere la fiducia di un editore è stato come vedersi produrre un film, e davvero per me riceverla è stata una delle emozioni più rivelatrici e intense mai vissute finora.
Poi, ovviamente, nessuna strada verso il traguardo è piana e liscia: se lo è, il traguardo non è granché, fidatevi. Il braccio di ferro tra il mio testo originale, e la bozza corretta in modo fuorviante, non è stato semplice: nottate a scrivere appunti, a contrattare, a cercare di far capire che basta nulla a sconvolgere l’equilibrio di un testo umoristico, basta una sostituzione lessicale appena più banale dell’originale e crolla tutto. Alla fine, grazie al dialogo e alla comprensione della Redazione, ho superato anche questo scoglio, e il mio libro è stato stampato nella sua versione originale, quasi del tutto intatta.
Il 14 Febbraio 2020 uscirà Felici e Contenti, terrò la prima presentazione della mia vita (in sede Ensemble a Roma, via Giovanni Novelli 5, alle ore 18, per chi volesse esserci) e per questo, semplicemente, io cammino a due metri da terra: oddio, per carità, mi è venuto il reflusso gastroesofageo, ho l’ansia perché non saprò cosa dire, non so quante copie venderò, se le venderò, e tutto sarà come un enorme esame universitario.
Però questo mio esordio nell’editoria vera è il miglior inizio degli anni Venti in cui potessi mai sperare.

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