Atlante degli sport inusuali. Leggi la prefazione di Pierdomenico Baccalario


In esclusiva su Liberementi da oggi potete leggere la prefazione all’Atlante illustrato degli sport Inusuali (Labd DFG) di Federico Vergari (con illustrazioni di Loris De Marco) scritta da Pierdomenico Baccalario. Ringraziamo l’editore per la gentile concessione e vi auguriamo una buona lettura.



Adoro questo tipo di libri.
Ho un’intera sezione della mia biblioteca personale occupata da opere compilative come quella che avete tra le mani. Sono volumi imprevedibili fino a quando qualcuno non li prevede. E indispensabili – almeno per
me – una volta che son usciti, e hai la fortuna di trovarteli tra le mani.
Sono opere che raccolgono, classificano e organizzano argomenti altrimenti trascurati o disparati, folli o del tutto invisibili se non ai pochi appassionati che per qualche motivo li hanno frequentati. Case antasma, alberi sacri, insetti, miniere di sale, i mostri sui portoni delle cattedrali gotiche: quel che vi pare. Nel momento stesso in cui vengono raccolti e classificati diventano visibili, importanti o, quanto meno, rientrano in una categoria. E l’essere all’interno di una categoria permette a tutti noi di disquisirne facendo assumere importanza e una certa forma di realtà a tutti i concetti che ne fanno (o non ne fanno) parte. Le classificazioni, non solo da Linneo in poi, determi nano la nostra stessa idea di realtà.

Scorrendo i miei scaffali, ecco quindi l’antico Dizionario delle Meraviglie (che vorrei che qualche editore rifacesse ai giorni nostri, per ridare dignità a questa parola, e magari sottrarla alla categoria del turismo), seguito da quello delle Scienze Insolite, il dizionario delle Parolacce e delle Torture. E poi: l’enciclopedia dei luoghi della mitologia, delle isole remote, dei regni scomparsi, di quelli inventati, dei luoghi della letteratura, dei criminali vittoriani, della botanica fantastica, dei viaggiatori intergalattici del sistema solare, dei pianeti di Star Wars secondo i fan di George Lucas, delle vie e negozi della città di Ankh-Morpol secondo Terry Pratchett, dei supereroi dei fumetti talmente orribili da essere stati dimenticati e, nel volume successivo, dei peggiori super criminali.

Ho enciclopedie dei personaggi letterari, di quelli fantastici, un dizionario illustrato degli Angeli e dei Demoni, uno dei Santi e uno dei Santi dimenticati. Ho due distinti volumi con gli eroi della Marvel e quelli della dc comics. Ho l’enciclopedia del linguaggio segreto dei compleanni,
che cataloga i diversi tratti delle personalità a seconda del giorno di nascita, e quello equivalente sulla morte. Ho un paio di Florari (enciclopedie dell’arte segreta dei fiori e delle piante), decine di erbari, un Atlante Oscuro dei luoghi più bizzarri del mondo, quello dei Luoghi Mi
steriosi d’Italia e le mie guide preferite di osterie e ristoranti suddivise, in modo altrettanto fantastico, per città, regioni, tipicità o vicinanza a un casello autostradale. Ho un’enciclopedia delle nuvole, delle case infesta
te, dei serial killer, dei francobolli, delle monete, dei libri introvabili, dei tesori ancora da trovare, degli ufo, delle teorie cospiratorie, della paranoia, degli incantesimi, delle streghe, delle società segrete, dei guerrieri e degli eroi, delle profezie, dei sentieri. Delle fate. Delle crea
ture del mare e della montagna. Del folklore inglese e di quello irlandese.

Ho una dozzina di calendari insoliti, come quello con la summa dei fatti strani e miracolosi occorsi tra il 1550-1552, quelli del futuro di Fra
te Indovino e quello dove, per ogni giorno dell’anno, è indicato un fatto accaduto quel giorno in un romanzo famoso. Ho un’enciclopedia degli specchi e una dei ritratti di personaggi senza nome esposti (come quadri)
nei musei. Ho un libro compilativo in cui due ragazzi smontano e classificano tutti i pezzi che compongono un tostapane industriale con il progetto di costruirne poi uno alternativo, ma partendo da zero, cioè dell’estrazione dei minerali necessari che poi fondono, assemblano e utilizzando per costruire il loro tostapane totem. Ovviamente ho un’enciclopedia dei totem dei Nativi Americani. Ho le istruzioni per salire una scala di Cortazar, ma anche l’intera collezione delle Guide Im
possibili, ovvero una serie di volumi di pregevole fattura dove sono raccolti diari di viaggio immaginari, vuoi perché trattano di luoghi che non sono mai esistiti (come l’Eteria), vuoi perché i viaggi in questione non sono mai realmente avvenuti (come quelli di Mandeville). Possie
do una notevole serie di enciclopedie di animali fantastici, leggendari, mostruosi, di dimensioni e pesi diversi: dai bestiari medievali a quelli più squisitamente speculativi, come quelli di Borges; da quelli dove si possono girare porzioni di pagina per comporre animali nuovi,
per i bimbi più piccoli, a quelli con tanto di statistiche di gioco, per i master di Dungeons & Dragons.

E li leggo? Non esattamente. Il mio è più un desiderio di possesso, o, meglio, di orientamento e sicurezza davanti al caos dell’immaginazione umana, che sia quella delle antiche mitologie ai moderni universi del fantastico. La scusa che mi do, efficace, è che penso che sia meglio prendere un’opera del genere nel momento in cui c’è perché non so quando e se quell’argomento o quella raccolta di fatti insoliti o curiosità potrebbe mai servirmi.

E così, se mai mi servisse dover scrivere di un insetto velenoso (ce l’ho), o dinosauri che tutti credevano estinti e invece no (anche questo), di un gioiello maledetto (ne ho due volumi), della simbologia dei tappeti orientali (tre), di una famiglia regnante scomparsa (uno), insomma, anziché cominciare a cercare informazioni chissà dove, non devo far altro che raggiungere il mio scaffale di dizionari, enciclopedie e raccolte di cose bizzarre e co minciare a sfogliare. È questo il gesto fondamentale: sfogliare. E sfogliare equivale a una scoperta, a un’esplorazione. Sono libri fatti apposta per consentire al nostro sguardo più diverso, divertito, distratto o dolente di trovare una cosa nuova. Per poi farne ciò che vogliamo. Di solito, chiudere il libro e andarne a parlare subito con la prima persona che in contriamo: ma lo sai, che in Myanmar fanno uno sport pazzesco?

Ecco: questo atlante illustrato degli sport inusuali proprio non me lo sarei immaginato fino al momento in cui non l’ho visto. E ora che Federico l’ha scritto non posso fare altro che averne una copia, sicuro che alla prima occasione utile (o anche inutile) sarà lì, pronto a essere sfogliato.

È pazzia? Forse, ma se non mi credete andate a leggervi la storia di come venne creato l’Oxford Dictionary della lingua Inglese, uno dei dizionari più importanti mai realizzato, e che è qui davanti a me nello scaffale
delle enciclopedie bizzarre. Non c’è nulla di più sorprendente del nostro continuo e cocciuto desiderio di voler mettere un certo ordine alla
pazzia che ci circonda. E la sensazione, ogni volta, di esserci riusciti.
Almeno fino al libro successivo.