«La mia mente stava prendendo in esame una vocetta interiore che continuava a ripetermi “guai, guai, grossi guai in arrivo”. In realtà non avevo motivo di preoccuparmi se non per questioni già in corso e sufficientemente pesanti da impedirmi comunque di vivere tranquillo, tuttavia avevo imparato a riconoscere le avvisaglie di tempesta quando si addensavano all’orizzonte. E purtroppo – e in queste previsioni funeste sapevo di non sbagliarmi mai – avvertivo tuoni e lampi proprio dietro l’angolo»: il restauratore di mobili antichi e investigatore in erba Astore Rossi ritorna con una nuova avventura nel quarto romanzo giallo dedicato alle sue indagini, dal titolo “La strana morte di Alessandro Cellini” di Riccardo Landini.
Astore è un uomo particolare, alla continua ricerca di emozioni forti e con un certo timore nell’intrecciare relazioni profonde: ha fatto eccezione Oscar, il suo amico e collaboratore nel laboratorio di restauro che purtroppo è appena morto; ha anche provato ad avere una compagna ma non è finita bene, e la donna di cui era innamorato si è trasferita all’estero insieme al bambino che avevano concepito solo sei mesi prima. Per questi motivi, quando incontriamo il protagonista vediamo subito che egli versa in una profonda crisi, abbandonato da tutti e con la sensazione di aver buttato la sua vita dietro ad avventure che gli hanno solo procurato problemi, oltre che diversi sensi di colpa. Astore è conscio di essere attirato dalle situazioni estreme e sa individuare molto bene quel momento di calma poco prima della tempesta ma, nonostante ciò, non si sottrae mai al pericolo, anzi, sembra che masochisticamente lo ricerchi. Questa volta, però, ha deciso di voler cambiare: vuole trasferirsi vicino al figlio e modificare le sue insane abitudini; qualcuno, tuttavia, non è d’accordo con i suoi nuovi obiettivi di vita. Ad Astore cominciano ad arrivare dei messaggi minatori che gli fanno pensare che un suo nemico del passato sia tornato dall’oltretomba, per vendicarsi del suo coinvolgimento in un drammatico evento accaduto qualche anno prima (i cui particolari si possono trovare nel primo romanzo dell’autore “Il giallo di via San Giorgio”). Inoltre, viene rinvenuto il cadavere di un uomo morto ammazzato in cui vi sono indizi che riconducono ad Astore, che quindi viene sospettato di omicidio; egli pensa che ci possa essere un legame tra i criptici messaggi ricevuti e la sua implicazione nell’assassinio di quell’uomo, che era stato un suo amico all’università.
Riccardo Landini ci offre un’altra, avvincente avventura del nostro restauratore-investigatore, intrecciando abilmente il suo travagliato passato con il suo caotico presente.