È LUNEDÌ (E IO NO) #5

Una settimana esatta. Tra una settimana a quest’ora sapremo di che colore sarà il nuovo governo (non che ci vogliano particolari sforzi o competenze politiche) e poi avremo visto la nazionale di Mancini contro l’Inghilterra (venerdì 23 settembre) e ascoltato l’inno inglese per la prima volta nella versione “God save the King”. Intanto la Serie A lancia inequivocabili segnali al Paese.

Ad esempio Berlusconi vince la prima in A nella storia del Monza e lo fa nella settimana delle elezioni. Dite quello che volete ma il vero bomber resta lui. Se Forza Italia sfonda il muro del 10%, almeno un 1% è arrivato da questa vittoria. Intanto passano gli anni, ma in tribuna Galliani è sempre uguale, dà spettacolo e al suo fianco c’è sempre Galliani figlio che a questo punto si è ufficialmente inventato un lavoro: il figlio di Galliani allo stadio. Sulla Juve c’è davvero poco da dire. È così brutta, sconclusionata e mal vista dai suoi stessi tifosi che fa quasi simpatia. Quasi.

Federer si ritira. Non è un caso che sia stato il più grande tennista della storia e proprio come tale prima di fare un annuncio di questa portata aspetta, pondera e poi senza sbagliare sbatte la palla (e la dichiarazione sul suo addio) dall’altra parte della rete. Game. Set. Match. E grazie di tutto Roger. Molti sportivi dovrebbero (avrebbero dovuto) imparare da lui come si fa a uscire di scena.

Le Marche. Comprendo gli incidenti, arrivo a capire le morti violente causate da gente folle, allargo le braccia davanti all’atroce fatalità del trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma una parte di me sta male e si rifiuta di scendere a patti con il fatto che si può morire mentre sei dentro casa a causa del mal tempo. E se da una parte c’è un sedere comodamente adagiato su qualche poltrona che deve iniziare a considerare il cambiamento climatico come un tema urgente… dall’altra parte dobbiamo lavorare come cittadini e comunità. Come cittadini per far sì che le infrastrutture tengano, siano funzionanti, controllate periodicamente, rinnovate. Come comunità dobbiamo lavorare sulla nostra tenuta nervosa. Sapere cosa fare in determinati momenti può fare la differenza tra la vita e la morte. Alzi la mano chi si sente pronto. Pochi vero?

Libri ricevuti: La forza e il controllo (Longanesi)