Dubi in certezze: il tempo come volontà e rappresentazione

Se il tempo fosse soltanto oro… potresti anche permetterti di perderlo. Ma il tempo è vita, e tu non sai quanta te ne resta.
~San Josemaria Escrivà de Balaguer~

Mai potrei, con questo titolo, tentare anche il più piccolo paragone o qualsivoglia profonda conoscenza dell’immenso opera di Schopenhauer, al quale ho rubato parte dell’intestazione, ma ho pensato che in fondo, il tempo, cosa mai potrebbe essere se non la nostra volontà di viverlo, impegnandoci di abitarlo esistendo, rappresentandolo attraverso la nostra razionale follia (ossimoro voluto, perché entrambi gli universi ci abitano) per caricarlo di un certo senso del quale non riusciamo proprio a fare a meno? Quella estenuante ricerca di senso, tarlo dell’esistenza umana, senza il quale temiamo che la storia (o meglio noi) non imprima le sue tracce, sul sentiero del nostro tempo.

Un leggero ticchettio mi ricorda che da poco ho ultimato un altro ciclo temporale, un tempo che ho misurato in distanze, luoghi, paesaggi e sguardi, che mi hanno donato così tanto che non potevo che ripagarli con la cosa più preziosa che posseggo: il tempo appunto. Un tempo traboccante di desiderio di conoscenza, condivisione e di attimi saturi di valore.

Ora stiamo abitando un tempo che può sembrare immobile, vacuo, doloroso. Ancora una volta può solo farci uscire vittoriosi la nostra volontà, la voglia di muoverci continuando a dare un senso un po’ diverso, un senso più profondo, interiore, dove dipingere paesaggi meno superficiali ai quali infondere un significato ancora più pregnante. È un tempo dal quale possiamo trarre molto pur avendo poco, quel poco che insieme al necessario a molti ancora manca. Il tempo da abitare ora è quello del coraggio, dell’amore e della condivisione, della fratellanza, dell’umano, quella dimensione umana che ha sempre fatto da sfondo alla resilienza della storia e del suo tempo carico di significato.

La farfalla non conta i mesi ma gli attimi, e il tempo le basta.
~Rabindranath Tagore~

Alle farfalle il tempo basta, dice Tagore, allora perché a noi sfugge? Cos’è che lo fa scivolare via lasciandoci immobili, confusi, fragili? Altresì, come descrivere quei momenti nei quali invece, ci trova felici, risoluti, coraggiosi? La risposta credo sia nelle emozioni. Nei sentimenti, che sono conoscenza.

Sono le emozioni a farci vivere il nostro tempo, ma è la nostra volontà e il nostro desiderio di sentirle che fa si che il tempo si carichi di significato. Quel senso di irrazionalità quando l’amore ci pervade, il senso del dolore e dei suoi insegnamenti, il senso di meraviglia che dovremmo ricercare in ogni dove, il senso della vita che sta nella nostra volontà di rappresentarla in quel tempo che colmiamo con l’importanza dei sentimenti. Nulla è eterno, nemmeno il tempo o meglio, di certo non il nostro, limitati come siamo dalla nostra mortalità. Ma non avendolo come concetto insito, come un qualcosa che spetta a tutti, non potendolo concepire, è propio lì che noi passiamo, senza dare alcuna percezione al suo scorrere, che diventa un tempo che non passa, semplicemente è perduto.

Noi esistiamo con e nel tempo. Questo tempo è, solo quando noi siamo e se il nostro “essere” ci rende ciechi dinanzi alla meraviglia, allo stupore, alla bellezza, se ci impedisce di vivere la felicità nonostante la sua evanescenza, se ci toglie il coraggio di ascoltare il dolore, di usarlo per crescere, comprendere, migliorare, allora si che senza la volontà di tutto questo, il tempo non è, e di conseguenza nemmeno noi siamo.

Non c’è il tempo eterno, ci sono però degli attimi, dei momenti che diventano tali, ma sono attimi appunto, e come noi sono perituri. Ma un istante fugace dopo l’altro, colmo di quella volontà di viverlo, non semplicemente esistendo, creiamo il nostro tempo in un susseguirsi di emozioni, scriviamo la nostra storia, che è tale perché è carica di senso, di volontà e rappresentazione della vita. E nessun instante per quanto fugace sarà vano, nessuna emozione sprecata, ed è forse li che sta l’eterno, in ogni effimero respiro traboccante di quel desiderio di vita.

Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto.
~Seneca~

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