Perché non serve attaccare la Borgonzoni per i libri che (non) legge

Io penso che sarei un ottimo ministro dello sport.
Però tutte le maratone che ho finito sono sopra le 4 ore.
E poi salvo un breve – prolifico – periodo come terzino sinistro, a calcio sono sempre stato disastroso.

Scrivo questo per dire che i politici devono fare i politici: tracciare strade, individuare opportunità, avvicinarsi alla gente, coinvolgere, investire. E noi che li votiamo e osserviamo possiamo discutere sul fatto che lo facciano bene o male.
Sennò facciamo tutto coi tecnici e alla Cultura mettiamo un Premio Strega, ad esempio. Che a me – per inciso – starebbe pure bene.

Lucia Borgonzoni secondo me non è una buona politica, si presentò in Senato con la T-shirt Parliamo di Bibbiano con la P e la D evidenziate di rosso (tra l’altro il suo Ministro adesso è proprio del PD), da candidata sindaca di Bologna disse che avrebbe tenuto aperti gli ospedali h24 (?!). E certo farla Sottosegretaria alla Cultura non è stata una genialata, ma non perché non legge libri da tre anni. Ecco.
Ci sono tanti motivi per cui la Borgonzoni Senatrice può non piacerci. Ma chi fa polemica su questo specifico dettaglio a mio avviso dimostra poco attaccamento con la realtà.