Rappresentazione di genere e videogiochi: una questione filosofica.

Il prossimo 19 gennaio si svolgerà a Milano la Festa della Filosofia. All’interno di questa giornata di incontri, dialoghi e racconti un evento ha richiamato la nostra attenzione: Videogame: una questione filosofica e di genere.

I videogiochi rappresentano senza dubbio il capro espiatorio del nostro secolo: quando succede qualcosa di grave è possibile – se non probabile – che prima o poi un po’ di colpa ricada anche su di loro.  Questa forma di intrattenimento, in realtà, oltre ad essere una dimensione lavorativa ben strutturata e in espansione, contiene evidenti tracce di filosofia sia nelle forme del gioco che nelle storie stesse. Futuri distopici, decisioni al limite e ragionamenti ipotetici sono il pane quotidiano per chi si intende di gaming. Ma attenzione, questa non deve sembrarvi un’apologia del videogioco. Perché nel gioco si può evadere, non essere la stessa persona del quotidiano, misurarsi in altri panni e in altre forme. Al contrario però è molto difficile essere sé stesse: il mondo femminile nel mondo del videogioco è sempre in espansione con ruoli primari e non, ma allo stesso tempo molto limitato rispetto alla presenza maschile. Un po’ come nella filosofia. In queste strade che si incrociano, donne, filosofia e videogiochi spesso non corrono alla stessa velocità.

Lisa Pareschi, del collettivo Filosofemme, ha risposto in esclusiva per Liberementi ad alcune domande per approfondire e lanciare le tematiche che saranno affrontate domenica prossima.

 Dalla principessa di Super Mario (nel castello, da salvare) a Lara Croft (esploratrice pin-up) passando per le procaci lottatrici di StreetFighter.
Quanti stereotipi ci sono dentro una narrazione videoludica?
Tantissimi, di fatto basti appunto pensare che solamente in questi tre esempi che hai citato è evidente una disparità nella rappresentazione di genere nei videogiochi in termini di abilità, atteggiamento e aspetto. Ovviamente la responsabilità di questo non può ricadere in toto sull’industria dei videogiochi, in quanto la situazione è sicuramente alimentata dalla rappresentazione stereotipata che i media in generale ci propongono delle donne.

Su quali figure femminili vi soffermerete durante il vostro appuntamento? Potete farci qualche esempio e spiegarci il perché?
Nel nostro incontro tratteremo tra le altre cose la figura femminile su diversi piani: quello dell’avatar, delle giocatrici e delle creatrici di videogiochi. Per quanto riguarda gli avatar certamente parleremo di Samus Aran di Metroid come precorritrice dei tempi e di Lara Croft nelle sue evoluzioni come personaggio dalla saga “classica” al reboot più recente – per citarne qualcuna. Di certo ci sarà spazio anche per parlare di Resident Evil e delle discrepanze tra Jill e Chris nel primo capitolo della saga.

Uscendo dal videogioco e parlando di videogiocatrici è possibile scattare una fotografia delle videogiocatrici di oggi?
Secondo i dati dell’Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani le videogiocatrici in Italia nel 2018 erano il 46% del totale, in particolar modo nelle fasce d’età 15-34 e 45-64, esattamente come i “colleghi” videogiocatori. Dati molto importanti, considerando che fino a qualche anno fa per una ragazza o una donna giocare ai videogiochi significava essere considerata “strana”. Le donne quindi sono attive in questo mondo in una maniera evidentemente corposa, ma anche qui devono sgomitare per ottenere prodotti che possano offrir loro un’esperienza ludica di immersione completa. Il peso che oggi hanno i videogiochi non è ignorabile in termini culturali e di intrattenimento e proprio per questo anche le major dovrebbero proseguire nella diversificazione della loro offerta e continuare a adeguarla alle mutazioni del proprio pubblico.

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La festa della filosofia. Che cos’è?
Il prossimo 19 gennaio 2020, per la prima volta, si terrà in Triennale Milano la Festa della Filosofia. Un’intera giornata – dalle 10:30 del mattino fino alle 23:00 – fatta di incontri, lezioni, laboratori, “allenamenti fisici” e mentali: in campo alcuni dei nomi più brillanti del panorama culturale italiano. Protagonista indiscusso di questa prima edizione, l’aspetto ludico della disciplina. Ideata da
Tlon, progetto filosofico condotto da Maura Gancitano e Andrea Colamedici, la Festa della Filosofia vuole riportare questa scienza umanistica tra le strade, nelle piazze dove è nata e coinvolgere un pubblico trasversale. Nomi di fama internazionale, provenienti da discipline diverse, gli ospiti interverranno con l’intento di costruire un percorso corale e coinvolgente ponendo domande, riflettendo sul mondo e sull’essere umano. Scambio, incontro e confronto – proprio come alle origini della filosofia – saranno le attività centrali della giornata del 19 gennaio: prospettive diverse, elitarie o popolari, a volte lontane o inconciliabili, ma il cui unico fine sarà quello di “pungolare” il pensiero. Non un convegno frontale, ma un’occasione di incontro interdisciplinare e intergenerazionale.

Il programma della giornata
Raffaele Alberto Ventura con Simone Grillo di Banca Etica e Daniele Di Fausto di eFM ci inviteranno a usare la filosofia per affrontare le sfide del futuro; di Filosofia dell’Amore ci parlerà Franco Bolelli; tutti saranno invitati a mettersi in gioco con il loro corpo: Simone Ragazzoni leggerà Platone abbinando al testo del filosofo esercizi fisici e mentali. Leonardo Caffo ci parlerà di antropocentrismo e dell’importanza di riportare l’uomo nella natura, in quest’ottica si discuterà di riqualificazione urbana con Laura CampanelloElena Battaglini, Danilo Simoni Pietro del Soldà, che sarà coinvolto anche in un secondo panel centrato sul senso della collaborazione. Riportare la filosofia in piazza e raccontarla in chiave pop sarà l’intento di Tommaso AriemmaCesare CatàSimone RegazzoniIlaria Gaspari Lucrezia Ercoli, direttrice artistica di “Popsophia”. Una discesa verticale nel mondo delle serie TV con Marina PierriTommaso AriemmaFlorencia Di Stefano; ma anche un’analisi delle figure femminili all’interno dei videogame, una questione filosofica e di genere portata alla luce dal collettivo Filosofemme.
Qual è la filosofia di una rivista? Ce ne parlerà Igort, direttore di Linus, intervistato da Adriano Ercolani; legata a questo mondo, anche la discussione sul mondo dell’arte – talvolta svalutata – che sarà portata avanti da ZerocalcareMaicol & MircoRita Petruccioli e Federico Clapis. Con Irene Facheris e Barbascura X discuteremo di come portare avanti in modo paritario e accessibile le tematiche scientifiche.
La giornata si concluderà con lo spettacolo interattivo “Shakespeare Juke-Box” di Cesare Catà che vedrà una partecipazione attiva del pubblico e, a seguire, Dj set con Vicio dei Subsonica e la performance vocale di Linda Messerklinger.

 

Tutti gli appuntamenti  sono gratuiti e accessibili fino a esaurimento posti.

 

 

 

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