Letture romaniste: Harry Potter (la saga… e oltre)

Prima di entrare allo stadio o prima di sederci sul divano per guardare Roma -Juve (domenica 12 gennaio ore 20:45) ogni tifoso romanista dovrebbe leggere Harry Potter. Per chi non lo avesse mai letto è impossibile recuperare tutta la saga in queste poche ore che ci separano dal calcio di inizio, però almeno qualche nozione di base sarebbe necessario averla.
La parola saga usata qualche riga più in alto non è stata casuale.
Come Harry Potter, Roma – Juventus è una vara e propria saga e ogni romanista è probabilmente in grado di ricordare il suo primo personalissimo episodio. Parlando con mio padre o con qualche suo coetaneo probabilmente scoprirete che il suo primo episodio è La Roma e i doni juventini del gol di Turone. Parlando con me ricevereste come risposta La rimessa di Aldair e i prigionieri di Stafoggiakban.
E via dicendo.
Ogni generazione ha il suo primo capitolo della saga romajuventina. Salvo poi andarsi a ricercare anche i precedenti volumi e collezionare con le generazioni future tutte quelle che verranno.
E poi, diciamocelo. La Juventus per i romanisti rappresenta la casata dei Serpeverde (la Roma per ovvi motivi cromatici è Grifondoro) che per tanto tempo è stata spesso allenata o amministrata da un “tu sai chi” o da un “colui che non deve essere nominato” di turno.
Ma non voliamo troppo con la fantasia e non nascondiamoci dietro il peggior vittimismo che possa esistere: quello romanista. Se alla Roma oggi manca una figura chiave questa è la figura di un Albus Silente. Un uomo saggio e forte che ci indichi la strada e ci faccia scoprire la nostra forza. Senza dover per forza andare a cercare le colpe in casa altrui.
Avessimo una bacchetta magica faremmo  un expelliarmus verso Sarri? 
Assolutamente sì. 
Potessimo strappare una ciocca di capelli a Ronaldo faremmo bere una pozione polisucco a Kluivert? 
Ovviamente. 
Potessimo barattare un’emozione romanista con un quarto della bacheca juventina lo faremmo? 
Naturalmente mai.
Perché la magia di una saga sta proprio qui: nell’attimo in cui il più debole si accorge della sua forza che è sempre stata lì, a portata di mano e che doveva solo riconoscere.
E a quel punto nessuno lo riuscirà a fermare. Ma non chiedete a ma quando arriverà questo momento. Mica sono Harry Potter.

2 pensieri su “Letture romaniste: Harry Potter (la saga… e oltre)

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