Letture romaniste: Storie bastarde

Sono stato circa trenta minuti a osservare la parete bianca del muro al di là dello schermo del Pc. Nello specifico l’ho fatto pensando a cosa stava leggendo il me di quasi diciannove anni fa. Ancora più nello specifico mi stavo domandando cosa leggeva il Federico ventenne nella settimana del 17 giugno 2001.
Una data non casuale, quella. Era una domenica e c’era in calendario l’ultima giornata di Serie A. La partita col Parma che non potrà mai essere semplicemente “una” partita col  Parma.
Nei giorni che precedettero QUELLA partita col Parma sicuramente stavo leggendo un libro di economia politica (esame che non andò benissimo, ma vuoi mettere un esame da rifare con uno scudetto che non vinci da 18 anni?) e sicuramente leggevo Linus, la rivista che mi ha accompagnato per tutto il quinquennio universitario e più in generale per tutta la prima decade del nuovo secolo. Quale libro stessi leggendo in quel periodo della mia vita, però, non lo riesco a ricordare. La risposta è con ogni probabilità impilata in una libreria Ikea nella mia vecchia camera, a casa dei miei genitori

Quella del terzo scudetto romanista fu l’inizio di un’estate molto strana. Doveva ancora succedere tutto.  Doveva ancora iniziare Genova, doveva ancora cadere New York e – anche se lo sospettavo per meri motivi calcistici – mi resi conto presto che quell’estate non me la sarei mai dimenticata. 

Mettiamola così: dovessi scrivere un romanzo di formazione basato sulla mia vita, con ogni probabilità inizierei da quell’estate. Dallo scudetto ancora da vincere, da Carlo Giuliani ancora in vita e dalle Torri di New York ancora in piedi. Quel romanzo non esiste, almeno per ora, e allora devo pescare altrove qualcosa che sia in grado di suscitarmi le stesse sensazioni.

Il libro da leggere prima di Parma – Roma (domenica 10 novembre ore 18) è Storie bastarde di Davide Desario. In questo libro l’autore racconta Ostia tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. Le sue strade, le sue persone, le sue mille sfaccettature. Fotografa un periodo storico e il successivo – repentino – cambiamento che ha causato.
Siamo nella periferia di Roma, una periferia estrema, delicata, vera.  Quelli che racconta Desario sono gli anni della Banda della Magliana, delle BR, dell’eroina, di Pasolini ammazzato all’Idroscalo. Sono gli anni in cui giusto e sbagliato si trovano divisi da una linea sottilissima e tutti, nessuno escluso, in un attimo possono ritrovarsi dal lato sbagliato del mondo.

Quando la Roma vinse lo scudetto, quel 17 di giugno, la sera passeggiai per Ostia, godendomi la festa. Non sapevo chi fosse Desario e non esisteva ancora questo suo libro. Pensai che quella sera tutto stava cambiando. E in meglio. Che il peggio sotto ogni punto di vista era ormai alle spalle.
Chiaramente mi sbagliavo. Leggendo qualche anno più tardi Storie Bastarde di Davide Desario compresi per la prima volta, sulla mia pelle, il significato vivo e gelido della ciclicità della storia. 

sbas
Storie bastarde

di Davide Desario
Avagliano Editorie
pp. 176
15 euro

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